34 anni fa assassinavano Pasolini

L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
alzare la mia sola puerile voce -
non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Tratto da: “La Guinea”, Poesia in forma di rosa, in “Bestemmia”, volume primo, Garzanti, Milano 1993.

Meglio un ponte da Ragusa a Palermo

che un ponte sullo stretto di Messina.

Nove ore di treno da Palermo a Ragusa, sei ore da Catania. 110 chilometri più lunghi del viaggio a New York. 27 chilometri in 30 anni per costruire un’autostrada lunga 210.

Ecco come vivono i siciliani al di là del ponte.

 

Perché opporsi al ponte:

 

Basket antimafia a Palermo

La maglia della società sportiva "l’Aquila P.G.S."

La maglia della società sportiva "l’Aquila P.G.S."

Una squadra di Basket di Palermo, invece di farsi sponsorizzare dalla solita catena di supermercati, decide di portare sulla maglia il simbolo di AddioPizzo, contribuoendo a diffonderne il nome e promuovendo il valore della legalità nel mondo dello sport, tra i giovani, nelle periferie delle citta siciliane.

Un’iniziativa eccellente, che va diffusa e presa come esempio. Il riscatto di una terra non passa dal tacerne gli orrori, le colpe e le disgrazie, ma da un’informazione completa e dal dare voce a quel cambiamento culturale che pochi coraggiosi tentano.

(poca) libertà di essere informati

A coloro che ancora si scandalizzano perché si osa parlare di limitazione o minaccia alla libertà d’informazione chiedo: avete mai visto in un telegiornale una contestazione a Berlusconi? Io no.

In questo video, oltre a contestare sonoramente il presidente del consiglio, un gruppo di manifestanti messinesi chiede a dei giornalisti Rai di non calare ancora una volta l’ascia della censura sulle loro proteste.

Se cercate su You Tube è pieno di video come questi. Ma dei milioni di italiani che votano il centro destra, anzi di quelli che fanno veramente la differenza al momento di votare, quanti usano Internet? e quanto lo usano per informarsi?

Telegiornali, quotidiani e soprattutto, almeno nelle grandi città, i quotidiani gratuiti distribuiti nelle metropolitane e per strada, sono la principale, e per la stragrande maggioranza di cittadini unica, fonte d’informazione.

Quindi possono esserci tutti i Santori, Ballarò e Parla con me del mondo, ma per la maggioranza degli italiani sapere se Berlusconi è amato dal popolo o è contestato, sapere se gli abruzzesi sono contenti dell’operato del suo governo o meno, sapere se una sentenza definitiva lo assolve o se è salvo perché i suoi reati sono prescritti e capirne bene la differenza, dipende esclusivamente da quello che dicono TG1, TG2, TG5, Studio Aperto, quotidiani locali e quotidiani gratuiti. Se quei mezzi d’informazione raccontano solo mezza verità e nascondono interi pezzi di realtà, la maggioranza delle persone farà le sue scelte sulla base di una conoscenza molto parziale del mondo che le circonda. Tutto qui. Lapalissiano direi.

Assenti

I fatti sono ormai noti a tutti:

  • Il 30 Settembre si vota alla camera la pregiudiziale d’incostituzionalità contro lo scudo fiscale di Tremonti. La pregiudiziale viene bocciata. Vince la maggioranza con 27 voti di scarto. Ci sono 59 assenti tra le fila dell’opposizione.
  • Il 2 Ottobre si vota la legge. Vince la maggioranza, lo scudo fiscale è legge con 20 voti di scarto. Gli assenti tra le fila dell’opposizione stavolta sono 22.

Ho sentito chi sostiene che le votazioni non erano così determinanti per l’esito della legge (nel caso del 30 Settembre), che se fossero stati presenti tutti i parlamentari dell’opposizione la maggioranza avrebbe fatto rientrare i suoi, che avevano tutti i loro giustificatissimi motivi per essere assenti quel giorno, che lo statuto del PD non prevede pene corporali, che a lui non avevano spiegato si trattasse di una votazione importante (no, non è un velino neoeletto, è Massimo D’Alema!).

Mah… ognuno si farà la sua opinione, ma faccio una fatica incredibile a pensare che vicende come questa facciano bene alla credibilità del Partito Democratico e non costituiscano un’altra emorragia di voti.

Per fortuna, però, il PD è fatto da Circoli. E nei Circoli c’è gente in gamba che non accetta acriticamente tutte le risposte che il partito da quando l’opinione pubblica solleva dubbi sul suo operato. E capita che ci siano coordinatori di Circolo che scrivano lettere pubbliche ai parlamentari del PD per dire forte e chiaro che così non va:

Cari signori eletti al parlamento tra le fila del PD, nel mio ruolo di coordinatrice di circolo, di un circolo fatto di iscritti veri, uomini e donne che hanno tutti preso la tessera personalmente, che hanno partecipato a tre incontri precongressuali tematici, che hanno preso parte alla discussione sulle mozioni congressuali, con ben 27 interventi, e che hanno partecipato al voto in percentuale che supera l’80%, non posso che farmi interprete del loro sentire, che è il mio sentire, anzi il mio profondo modo di essere nella vita personale e nel partito.

Per questo vi dico a nome di tutto il circolo Marconi che non c’è errore meramente materiale, più o meno intenzionale, non c’è gioco politico di retroguardia o di fine tattica congressuale, che giustifichi la vostra mancanza in aula il giorno del voto sul condono fiscale. Non solo e non tanto per il gravissimo contenuto di merito del dispositivo passato alla Camera, ma soprattutto per l’effetto dirompente prodotto sulla emotività, sulla passione, sull’impegno, sulla fiducia del vostro/nostro popolo! soprattutto in epoca congressuale, a pochi giorni dalle primarie!

Il testo intero della lettera è nel blog del Circolo PD Marconi.