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	<title>Lo specchietto per le allodole &#187; gibilix</title>
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		<title>Cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 11:38:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cose che vale la pena ricordarsi prima di meravigliarsi di fenomeni sociali, scelte politiche difficili da comprendere, comportamento dei media e pubblicità.

Secondo fonti che personalmente reputo attendibili, solo un italiano su cinque possiede le competenze minime di lettura, scrittura e calcolo indispensabili a muoversi in una società complessa. Cioè è pienamente in grado di:

leggere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cose che vale la pena ricordarsi prima di meravigliarsi di fenomeni sociali, scelte politiche difficili da comprendere, comportamento dei media e pubblicità.</p>
<p><a href="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2010/04/alfabeto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-808" title="alfabeto" src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2010/04/alfabeto.jpg" alt="" width="296" height="272" /></a></p>
<p>Secondo fonti che personalmente reputo attendibili, solo un italiano su cinque <em>possiede le competenze minime di lettura, scrittura e calcolo indispensabili a muoversi in una società complessa</em>. Cioè è pienamente in grado di:</p>
<ul>
<li>leggere un grafico</li>
<li>controllare i conti forniti dall&#8217;impiegato in banca</li>
<li>leggere e capire un testo in prosa</li>
<li>leggere e capire un giornale, un avviso o un&#8217;istruzione.</li>
</ul>
<p>Ben il 5%, cioè 1 su 20, è da considerarsi totalmente analfabeta, cioè totalmente incapace di distinguere lettere e numeri. Ma la cosa più allarmante di tutte è che i tre quarti della popolazione, <em>pur avendo conseguito elevati titoli di studio ha difficoltà grandi a capire o scrivere un semplice testo (analfabeti funzionali pari al primo livello) o ci riesce assai male ed è definita con un eufemismo sociologico &#8220;a rischio di analfabetismo di ritorno&#8221;.</em></p>
<p>La fonte di questi dati è <a href="http://mestierediscrivere.splinder.com/post/22518562/Di+cosa+parliamo+quando+parlia" target="_blank">la recensione di Luisa Carrada</a> del libro intervista a Tullio De Mauro <em>La cultura italiana</em>.</p>
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		<title>Guerrilla Marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 07:30:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io l&#8217;ho sempre detto che alla Microsoft sono veramente indietro di vent&#8217;anni in fatto di marketing.
La Sun invece è un passo avanti.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io l&#8217;ho sempre detto che alla Microsoft sono veramente indietro di vent&#8217;anni in fatto di marketing.</p>
<p>La Sun invece è un passo avanti.</p>
<p><a href="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG_0405.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-802" title="Sun" src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG_0405-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
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		<title>Finiscono le feste, inizia la primavera</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 17:35:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi è davvero primavera a Roma. Che sia anche un buon auspicio per le elezioni non lo so, anche perché quasi sempre le elezioni sono in primavera. Anche quando vanno malissimo.
Di fatto oggi ho deciso per la prima volta di indossare tuta, scarpe da ginnastica e fare la prima uscita per correre e cominciare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è davvero primavera a Roma. Che sia anche un buon auspicio per le elezioni non lo so, anche perché quasi sempre le elezioni sono in primavera. Anche quando vanno malissimo.</p>
<p>Di fatto oggi ho deciso per la prima volta di indossare tuta, scarpe da ginnastica e fare la prima uscita per correre e cominciare a smaltire il sovraccarico alimentare delle feste (si, le mie feste durano da metà dicembre a Pasqua, e allora?). Nel preparare la borsetta che dovrà contenere l&#8217;ipod, il cellulare e le chiavi (ed oggi anche la tessera elettorale e un documento) ho ritrovato inaspettatamente questa mappa:</p>
<p><a href="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG_0406.jpg"><img src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG_0406-260x300.jpg" alt="" title="NYC Underground" width="260" height="300" class="alignright size-medium wp-image-796" /></a></p>
<p>Oltre a ricordarmi con grande piacere, il viaggio in cui è stata utilizzata, mi è sembrato un segno, un&#8217;altro invito a riprendere a scrivere sul blog da parte di <a href="http://allausz.blogspot.com/search/label/metros">un blogger</a> che ho avuto il piacere di conoscere in questa settimana insieme ad altre persone stupende, riunite in una specie di <a href="http://escrituraleatoria.blogspot.com/2010/03/roma-en-catalan.html">barcamp</a> internazionale a <a href="http://blocs.mesvilaweb.cat/node/view/id/163328">casa nostra</a> e che saluto tutte con molto affetto.</p>
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		<title>Buone feste</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 07:39:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il bello dei giorni che poi devo partire è che sono costretto ad andare a lavoro a piedi e capita di vedere immagini così.
Buone feste.



]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il bello dei giorni che poi devo partire è che sono costretto ad andare a lavoro a piedi e capita di vedere immagini così.</p>
<p>Buone feste.</p>
<p><a href="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/p_1600_1200_BA2584EE-BA0D-40F8-97F9-B5FE46A1C2AC.jpeg"><img src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/p_1600_1200_BA2584EE-BA0D-40F8-97F9-B5FE46A1C2AC.jpeg" alt="" width="225" height="300" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
<p><a href="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/l_1600_1200_863FC1B4-2A3F-48CB-888B-1D1711C09C37.jpeg"><img src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/l_1600_1200_863FC1B4-2A3F-48CB-888B-1D1711C09C37.jpeg" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
<p><a href="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/l_1600_1200_34B99466-B130-4812-A4C2-B18D9CDE271B.jpeg"><img src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/l_1600_1200_34B99466-B130-4812-A4C2-B18D9CDE271B.jpeg" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
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		<title>Dalla Siberia alla Garbatella</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:32:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;osteria è una di quelle tipiche della vecchia Roma. Una specie di scantinato di un palazzo popolare della Garbatella. Dalla strada scendi le scalette ed entri nell&#8217;unica sala dove c&#8217;è una tavolata unica da un lato e altre due file di tavolini: una al centro e una dal lato opposto alla grande tavolata. 

Si mangiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;osteria è una di quelle tipiche della vecchia Roma. Una specie di scantinato di un palazzo popolare della Garbatella. Dalla strada scendi le scalette ed entri nell&#8217;unica sala dove c&#8217;è una tavolata unica da un lato e altre due file di tavolini: una al centro e una dal lato opposto alla grande tavolata. </p>
<p><img src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/12/orrori_siberia-201x300.jpg" alt="siberia" title="siberia" width="201" height="300" class="alignright size-medium wp-image-783" /></p>
<p>Si mangiano i piatti tipici della tradizione romana: rigatoni alla Amatriciana, Gricia, Carbonara, fettucine ai funghi, al sugo della Coda alla Vaccinara, la Coda alla Vaccinara, i Saltimbocca, la Coratella, l&#8217;Abbacchietto, le Polpette al Sugo, la Cicoria Ripassata, eccetera eccetera. Le porzioni sono immense. Il vinello è quello classico dei castelli, ma onesto, anzi superiore alla media dei vini della casa.</p>
<p>Ti siedi e t&#8217;immagini che in quell&#8217;osteria a quel tavolo, quarant&#8217;anni fa, un operaio della centrale elettrica Montemartini o della Romana Gas o delle ferrovie, chiamiamolo Ermanno, sarebbe stato seduto al tuo posto a discutere con un compagno di fabbrica davanti ad un vinello simile, ma un po più denso. Era ed è un quartiere rosso la Garbatella. Forse Ermanno credeva ancora nel Comunismo e nel suo immaginario di eroi c&#8217;era ancora l&#8217;Armata Rossa.</p>
<p>Oggi nell&#8217;osteria ci serve una simpaticissima signorona bionda. Non è della Garbatella, non è neanche romana. Mentre noi a fatica ci riprendiamo dal freddo gelido della giornata più fredda dell&#8217;inverno (dicono quelli che hanno la palla di vetro), lei è sbracciata come se fosse agosto. Le chiediamo di dov&#8217;è e ci dice che è russa, di una zona oltre la Siberia. Non immaginavamo neanche che esistesse qualcosa &#8220;oltre&#8221; la Siberia, ma si capisce perché alla signora, chiamiamola Olga, questo che noi consideriamo freddo non le faccia un baffo.</p>
<p>Dopo la pantagruelica mangiata di Gricia, Fettuccine ai Funghi, Polpette al Sugo e Bucatini alla Amatriciana chiediamo ad Olga cosa si mangia là, &#8220;oltre&#8221; la Siberia. E dalle chiacchere viene fuori che lei aveva vissuto, oltre che &#8220;oltre&#8221; la Siberia, anche a Vladivostock, dall&#8217;altra parte del mondo, a Praga e poi, dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica era finita a lavorare a Roma, mentre il marito, aviatore militare dell&#8217;URSS, era rimasto laggiù, &#8220;oltre&#8221; la Siberia.</p>
<p>Chissà cosa avrebbe pensato Ermanno se avesse saputo che a quel tavolo quarant&#8217;anni dopo, avrebbe servito la moglie di un aviatore dell&#8217;Armata Sovietica.</p>
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		<title>Xmascamp 09</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 08:02:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Partecipare ad un Barcamp ha un po&#8217; l&#8217;effetto di una cura di vitamine in un periodo in cui sei abbattuto dagli acciacchi stagionali. Tanta voglia di fare, età mescolate, l&#8217;aria permeata di buone idee e il tutto in un ambiente semplice ed informale. Poi c&#8217;è il networking (aka cazzeggio).
Ed infine il piacere di parlare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partecipare ad un Barcamp ha un po&#8217; l&#8217;effetto di una cura di vitamine in un periodo in cui sei abbattuto dagli acciacchi stagionali. Tanta voglia di fare, età mescolate, l&#8217;aria permeata di buone idee e il tutto in un ambiente semplice ed informale. Poi c&#8217;è il networking (aka cazzeggio).</p>
<p>Ed infine il piacere di parlare di persona con tante persone con cui hai parlato tante volte via blog, twitter e firendfeed. Spero che questa dose di vitamine duri abbastanza per ridare a vita a qualche progetto che ho in testa e soprattutto a questo blog. Anzi, quasi quasi, ora che ci penso, ci mando lui al prossimo Barcamp.</p>
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		<title>Errore strategico</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:28:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Se nel corso degli ultimi 30 anni la scuola avesse dato la giusta importanza ad una materia come l&#8217;Educazione Civica, insegnando bene cosa siano le istituzioni, sia italiane che internazionali e fornendo a tutti le basi del diritto, magari anche aumentando il numero di ore (prendendo l&#8217;ora di religione per esempio?) e mantenendo la materia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gilderic/2923229871/"><img src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/11/2923229871_d5611cea1d-279x300.jpg" alt="2923229871_d5611cea1d" title="2923229871_d5611cea1d" width="279" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-770" /></a><br />
Se nel corso degli ultimi 30 anni la scuola avesse dato la giusta importanza ad una materia come l&#8217;Educazione Civica, insegnando bene cosa siano le istituzioni, sia italiane che internazionali e fornendo a tutti le basi del diritto, magari anche aumentando il numero di ore (prendendo l&#8217;ora di religione per esempio?) e mantenendo la materia anche alle scuole superiori, forse oggi non saremmo in questa orribile situazione.</p>
<p>L&#8217;ho pensato tante volte, ma mi è tornato in mente leggendo <a href="http://ec.europa.eu/italia/blog/index_it.htm">questo post</a>, il cui sunto è: non conosciamo le istituzioni europee e la storia del crocifisso con l&#8217;Unione Europea non c&#8217;azzecca nulla.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quelli che picchiano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 23:21:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi (anzi ieri) era la giornata contro la violenza sulle donne.
Non me ne ero accorto perché preso da un&#8217;altro evento che mi coinvolge attivamente, ma l&#8217;ho scoperto grazie a questo bellissimo post. Ricordiamoci che prima (ed oltre a) d&#8217;indignarsi per i burca altrui sarebbe bene guardarsi in casa:

Se mi lasci, ti picchio.
Se non mi lasci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi (anzi ieri) era la giornata contro la violenza sulle donne.</p>
<p>Non me ne ero accorto perché preso da un&#8217;altro evento che mi coinvolge attivamente, ma l&#8217;ho scoperto grazie a questo bellissimo post. Ricordiamoci che prima (ed oltre a) d&#8217;indignarsi per i burca altrui sarebbe bene guardarsi in casa:</p>
<blockquote>
<div>Se mi lasci, ti picchio.</div>
<div>Se non mi lasci, ti picchio lo stesso.<br />
Se non ci stai, ti stupro.</div>
<div>Se stai zitta, ti scopo e ti picchio.<br />
Se non stai zitta, ti ammazzo.<br />
Ti ammazzo comunque.<br />
Se resti incinta, non ti assumo.</div>
<p>Adesso che ti assumo, non restarmi incinta eh?<br />
Firma questa carta, che se resti incinta ti licenzi volontariamente.</p></blockquote>
<p>Il resto leggetelo direttamente sul suo <a href="http://lestoriedimitia.wordpress.com/2009/11/15/quelli-che/">blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>6 secondi</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 09:43:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un&#8217;appello da firmare. E&#8217; una campagna per risollevare l&#8217;attenzione sul problema della fame del mondo. Che invece di migliorare, peggiora.
E&#8217; facile. Vai qui: http://www.1billionhungry.org/it, metti la tua mail, seleziona il tuo paese e clicca su Inviare.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un&#8217;appello da firmare. E&#8217; una campagna per risollevare l&#8217;attenzione sul problema della fame del mondo. Che invece di migliorare, peggiora.</p>
<p>E&#8217; facile. Vai qui: <a href="http://www.1billionhungry.org/it" target="_blank">http://www.1billionhungry.org/it</a>, metti la tua mail, seleziona il tuo paese e clicca su <strong>Inviare</strong>.</p>
<p><object width="380" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7ekvRSGk3Uk&#038;hl=en_GB&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7ekvRSGk3Uk&#038;hl=en_GB&#038;fs=1&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
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		<title>Che ne sai tu della fame?</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 22:22:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo post è un tentativo di fornire una base comune di conoscenza di fatti e termini che aiuti a capire e giudicare quello che succederà nei prossimi giorni, durante il World Summit on Food Security che si apre lunedì a Roma. Si tratta di una libera traduzione della FAQ sul problema della fame e della sicurezza alimentare tratta dal sito ufficiale della FAO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/schlegl/1654850705/"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" title="crop" src="http://www.gibilix.com/wp-content/uploads/2009/11/crop-300x292.jpg" alt="crop" width="300" height="292" /></a>Questo post è un tentativo di fornire una base comune di conoscenza di fatti e termini che aiuti a capire e giudicare quello che succederà nei prossimi giorni, durante il <a href="http://www.fao.org/news/story/en/item/37300/icode/">World Summit on Food Security</a> che si apre lunedì a Roma. Si tratta di una libera traduzione della FAQ sul problema della fame e della sicurezza alimentare tratta dal sito ufficiale della <a href="http://www.fao.org/hunger/faqs-on-hunger/en/#c41476">FAO</a>.</p>
<p>Non mi interessa in questa sede discutere di quello che fa o non fa questa organizzazione, perché chi mi conosce sa che sarei di parte, ma l&#8217;importanza che ha il tema della fame e della sicurezza in sé. E&#8217; importante capire che occuparsi della fame nel mondo non è solo una questione di solidarietà o beneficienza, ma è <em>il</em> problema principale del mondo globalizzato. L&#8217;insicurezza alimentare e la denutrizione sono strettamente collegati con tutti gli altri grandi problemi come lo sfruttamento, le guerre, la mancanza di democrazia e le minacce ambientali. I governi che continuano ad ignorare o trattare con sufficienza e paternalismo il tema della fame cronica e dell&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile, non possono sperare di essere credibili nell&#8217;affrontare temi come il governo delle migrazioni o lo sviluppo di una green economy.</p>
<p>Il cibo è prodotto in abbondanza ed è sufficiente a sfamare tutti, ma mentre alcuni milioni di persone soffrono di sovranutrizione e devono distruggere buona parte della sovraproduzione, molti di più non sanno se e come avverrà il pasto successivo, manca loro l&#8217;introito calorico minimo indispensabile.</p>
<p>Ed ora la traduzione della FAQ:</p>
<p><strong>1. Che cos&#8217;è la fame cronica?</strong></p>
<p>Le persone che soffrono di fame cronica sono sottonutrite. Non mangiano abbastanza per avere l&#8217;energia necessaria a condurre una vita attiva. La sottonutrizione rende difficile studiare, lavorare o effettuare attività fisiche. La sottonutrizione è particolarmente pericolosa per le donne e per i bamabini. Il loro sviluppo mentale può avvenire più lentamente. Il perdurare della fame indebolisce il sistema immunitario e rende le persone che ne soffrono più vulnerabili alle malattie e alle infezioni.</p>
<p>Ogni giorno milioni di persone nel mondo (più di un miliardo nel 2009) mangiano il minimo indispensabile per tenersi in vita e vanno a dormire non sapendo se il giorno dopo riusciranno a mangiare abbastanza.</p>
<p>L&#8217;incertezza sul come procurarsi il pasto successivo viene definita &#8220;insicurezza alimentare&#8221;. La FAO definisce l&#8217;insicurezza alimentare come:</p>
<p>&#8220;<em>Una situazione che esiste quando una persona non ha accesso ad una quantità di cibo sicuro e sufficiente alla crescita e sviluppo normali e ad una vita attiva e salubre</em>&#8220;.</p>
<p><strong>2. Chi è più a rischio di fame?</strong><br />
Ci sono principalemnte tre gruppi che rischiano maggiornamente: i poveri rurali, i poveri urbani e le vittime di catastrofi.</p>
<p><strong>I poveri rurali</strong><br />
La maggioranza delle persone che non si nutrono a sufficienza vivono in comunità rurali povere in paesi in via di sviluppo. A molti mancano elettricità ed acqua potabile. Educazione e servizi sanitari sono spesso di bassa qualità.</p>
<p>Le persone che soffrono di maggiore insicurezza alimentare nel mondo sono spesso coinvolte direttamente nella produzione del cibo. Coltivano i loro raccolti in piccole porzioni di terra, allevano animali e pescano. Fanno quel che possono per sfamare le loro famiglie e guadagnare qualcosa ai mercati locali.</p>
<p>E&#8217; un duro lavoro ed è difficile mettere da parte qualcosa per fronteggiare le emergenze. Anche quando c&#8217;è cibo a sufficienza, la minaccia della fame è sempre presente.</p>
<p><strong>I poveri urbani</strong><br />
I poveri urbani producono pochissimo cibo o non ne producono affatto e spesso non hanno i mezzi per comprarlo. Le città sono in continua espansione. Nel 2000, circa 2 miliardi di persone vivevano in città; entro il 2030 questa cifra sarà più che raddoppiata. Con l&#8217;espansione delle città e la migrazione dalle zone rurali, il numero di poveri urbani crescerà. Il problema della fame nelle aree urbane sarà sempre più grave.</p>
<p><strong>Le vittime delle catastrofi</strong><br />
Ogni anno inondazioni, siccità, terremoti e altri disastri naturali, per non parlare dei conflitti armarti, causano vaste distruzioni e forzano le famiglie ad abbandonare le loro case e le loro fattorie. Le vittime di catastrofi sono spesso minacciate non solo dalla manutrizione, ma dal pericolo di morire di fame letteralmente.</p>
<p><strong>3. Dove vivono gli affamati</strong><br />
La maggior parte vive nei paesi in via di sviluppo, ma la fame si annida anche nel mondo industrializzato. L&#8217;area dell&#8217;Asia e del Pacifico raccoglie il maggior numero di affamati, ma l&#8217;Africa sub sahariana ha la maggiore incidenza di fame, con un sottonutrito ogni tre abitanti.</p>
<p>Ecco i numeri relativi al 2009:</p>
<ul>
<li> Africa Sub Sahariana: 265 milioni</li>
<li> Asia e Pacifico: 642 milioni</li>
<li> America Latina e Caraibi: 53 milioni</li>
<li> Medio Oriente e Africa del Nord: 42 milioni</li>
<li> Paesi sviluppati: 15 milioni</li>
</ul>
<p><strong>4. Da quando la FAO ha cominciato a contare gli affamati?</strong><br />
Le prime statistiche sulla fame raccolte dalla FAO risalgono al periodo 1969-1971, qunado 878 milioni di persone erano classificate come affamate. Le statistiche più recenti sono basate su metodologie diverse, quindi non sono confrontabili. Negli scorsi 40 anni, il numero di affamati è sempre rimasto sopra gli 800 milioni. Dopo qualche successo di riduzione della fame nel mondo, la malnutrizione è andata aumentando costantemente dal 1995-1997, con un significativo aumento nel 2009, in seguito alla crisi economica e finanziaria. Oggi la FAO stima che siano circa 1020 milioni.</p>
<p><strong>5. Come si può ridurre la fame?</strong><br />
Oggi il mondo nel suo complesso produce cibo a sufficienza per tutti, ma molti non vi hanno accesso.</p>
<p>C&#8217;è un ampia evidenza che un rapido miglioramento nella lotta alla fame sia possibile applicando una duplice strategia che affronti contemporaneamente le cause e le conseguenze della povertà estrema e della fame. Da una parte servono interventi per aumentare la disponibilità del cibo e il reddito dei poveri, dando sviluppo alle loro attività produttive. Dall&#8217;altra applicare programmi d&#8217;intervento per dare alle famiglie più bisognose accesso immediato e diretto al cibo.</p>
<p>Un sistema globale dell&#8217;alimentazione ha bisogno di un miglior governo sia a livello nazionale che internazionale. Nei paesi a maggior rischio di malnutrizione le istituzioni devono farsi carico del problema in base al principio del Diritto al Cibo Adegauto. Queste istituzioni devono promuovere la trasparenza e la responsabilità, il coinvolgimento e la reosponsabilizzazione dei poveri e il loro coinvolgimento nelle decisioni che li riguardano.</p>
<p><strong>6. Quali sono gli obiettivi per la riduzione della fame?</strong><br />
Sono stati posti due principali obiettivi: quello sancito dal <em>World Food Summit</em> e il Goal 1 del <em>Millenium Development Goals</em>.</p>
<p><strong>Il World Food Summit del 1996</strong><br />
I Capi di Stato dei paesi convenuti al World Food Summit a Roma nel 1996, si sono impegnati a ridurre a metà il numero degli affamati nel mondo entro il 2015. La FAO usa la media del periodo 1990-1992 come base per l&#8217;osservazione dei progressi fatti verso questo obbiettivo (circa 850 milioni di persone). Dunque l&#8217;obiettivo del World Food Summit è di ridurre di 425 milioni il numero di affamati entro il 2015.</p>
<p><strong>I Millenium Development Goals</strong><br />
Nel 2000 i Capi di Stato si sono riuniti presso l&#8217;ONU a New York nel Millenium Summit per riaffermare il loro impegno nella riduzion della fame. Il Goal 1 ridefinisce l&#8217;obiettivo di riduzione della fame come la riduzione a metà della proporzione di persone affamate nell&#8217;arco di tempo tra il 1990 e il 2015. Piuttosto che definire un numero assoluto da raggiungere, questo obiettivo tiene conto delle dimensioni future della popolazione globale.</p>
<p><strong>7. Cosa fa la FAO per combattere la fame?</strong><br />
Ottenere la sicurezza alimentare per tutti è al cuore degli sforzi della FAO. Tutte le persone devono sempre avere accesso fisico ed economico a cibo sicuro, sufficiente e nutriente in modo da soddisfare i loro bisogni dietetici per condurre una vita attiva e salubre.</p>
<p>Il mandato della FAO è di elevare i livelli di nutrizione, migliorare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita dell&#8217;economia mondiale. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, la FAO fornisce assistenza per aiutare le popolazioni e le nazioni ad aiutarsi da sole. Se una comunità vuole migliorare i propri raccolti, ma le mancano le competenze tecniche, la FAO fornisce loro strumenti e tecniche semplici e sostenibili. Quando un paese passa alla privatizzazione delle terre, la FAO fornisce assistenza legale per fluidificare la transizione. Quando una siccità spinge un gruppo già vulnerabile sull&#8217;orlo della fame, la FAO mobilita gli interventi necessari. In un mondo complesso di esigenze in competizione, la FAO fornisce un punto d&#8217;incontro neutrale e le competenze necessarie per raggiungere un accordo ragionevole.</p>
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