Cose che vale la pena ricordarsi prima di meravigliarsi di fenomeni sociali, scelte politiche difficili da comprendere, comportamento dei media e pubblicità.
Secondo fonti che personalmente reputo attendibili, solo un italiano su cinque possiede le competenze minime di lettura, scrittura e calcolo indispensabili a muoversi in una società complessa. Cioè è pienamente in grado di:
- leggere un grafico
- controllare i conti forniti dall’impiegato in banca
- leggere e capire un testo in prosa
- leggere e capire un giornale, un avviso o un’istruzione.
Ben il 5%, cioè 1 su 20, è da considerarsi totalmente analfabeta, cioè totalmente incapace di distinguere lettere e numeri. Ma la cosa più allarmante di tutte è che i tre quarti della popolazione, pur avendo conseguito elevati titoli di studio ha difficoltà grandi a capire o scrivere un semplice testo (analfabeti funzionali pari al primo livello) o ci riesce assai male ed è definita con un eufemismo sociologico “a rischio di analfabetismo di ritorno”.
La fonte di questi dati è la recensione di Luisa Carrada del libro intervista a Tullio De Mauro La cultura italiana.
