I fatti sono ormai noti a tutti:
- Il 30 Settembre si vota alla camera la pregiudiziale d’incostituzionalità contro lo scudo fiscale di Tremonti. La pregiudiziale viene bocciata. Vince la maggioranza con 27 voti di scarto. Ci sono 59 assenti tra le fila dell’opposizione.
- Il 2 Ottobre si vota la legge. Vince la maggioranza, lo scudo fiscale è legge con 20 voti di scarto. Gli assenti tra le fila dell’opposizione stavolta sono 22.
Ho sentito chi sostiene che le votazioni non erano così determinanti per l’esito della legge (nel caso del 30 Settembre), che se fossero stati presenti tutti i parlamentari dell’opposizione la maggioranza avrebbe fatto rientrare i suoi, che avevano tutti i loro giustificatissimi motivi per essere assenti quel giorno, che lo statuto del PD non prevede pene corporali, che a lui non avevano spiegato si trattasse di una votazione importante (no, non è un velino neoeletto, è Massimo D’Alema!).
Mah… ognuno si farà la sua opinione, ma faccio una fatica incredibile a pensare che vicende come questa facciano bene alla credibilità del Partito Democratico e non costituiscano un’altra emorragia di voti.
Per fortuna, però, il PD è fatto da Circoli. E nei Circoli c’è gente in gamba che non accetta acriticamente tutte le risposte che il partito da quando l’opinione pubblica solleva dubbi sul suo operato. E capita che ci siano coordinatori di Circolo che scrivano lettere pubbliche ai parlamentari del PD per dire forte e chiaro che così non va:
Cari signori eletti al parlamento tra le fila del PD, nel mio ruolo di coordinatrice di circolo, di un circolo fatto di iscritti veri, uomini e donne che hanno tutti preso la tessera personalmente, che hanno partecipato a tre incontri precongressuali tematici, che hanno preso parte alla discussione sulle mozioni congressuali, con ben 27 interventi, e che hanno partecipato al voto in percentuale che supera l’80%, non posso che farmi interprete del loro sentire, che è il mio sentire, anzi il mio profondo modo di essere nella vita personale e nel partito.
Per questo vi dico a nome di tutto il circolo Marconi che non c’è errore meramente materiale, più o meno intenzionale, non c’è gioco politico di retroguardia o di fine tattica congressuale, che giustifichi la vostra mancanza in aula il giorno del voto sul condono fiscale. Non solo e non tanto per il gravissimo contenuto di merito del dispositivo passato alla Camera, ma soprattutto per l’effetto dirompente prodotto sulla emotività, sulla passione, sull’impegno, sulla fiducia del vostro/nostro popolo! soprattutto in epoca congressuale, a pochi giorni dalle primarie!
Il testo intero della lettera è nel blog del Circolo PD Marconi.