Per ricevuta
Sulla lettera con cui Marino sarebbe stato cacciato dal Pittsburg University Medical Center, pubblicata dal Foglio la settimana scorsa, i chiarimenti sono stati tempestivi e li trovate qui e qui.
Mi colpisce che nell’articolo del Foglio sia stata usata ripetutamente l’idea che Marino abbia controfirmato la lettera, come a suggerire che questo atto costituisse una confessione dei suoi misfatti. Invece Marino ha semplicemente firmato, per ricevuta, la lettera di conclusione del rapporto di lavoro con l’Università. Atto dovuto. Se questo equivalesse ad una sottoscrizione dei contenuti della lettera, allora state attenti: ogni volta che ricevete una raccomandata, fatevela aprire e leggere dal postino, prima di firmare la ricevuta di ritorno. Non sia mai che qualcuno vi abbia tirato un brutto scherzo e voi firmate, dunque ammettete, di aver commesso chissà quale nefandezza.
Questo pezzo, poi:
Pittsburgh sarà molto severa con Marino: chiederà un risarcimento in denaro, la restituzione di tutti i benefit e i materiali offerti dall’università, la rinuncia a ogni buonuscita e l’allontanamento immediato dall’università americana (dove il senatore aveva una cattedra), dal Centro Nazionale Trapianti (di cui Marino era membro) e dalla stessa Ismett.
Ovviamente quando un rapporto di lavoro si chiude, i benefit si restituiscono. Se ti metto a disposizione l’auto aziendale, quando te ne vai, l’auto me la restituisci. Capisco che in Italia restituire le cose di cui non si è proprietari possa venire interpretato come un atto di grande severità, ma i giornalisti del Foglio dovrebbero sapere che negli Stati Uniti non è così. Riguardo poi al risarcimento in denaro, nella lettera mi pare si parli solo della restituzione del denaro pagato in eccesso a causa delle irregolarità.
Ci sono poi almeno un altro paio d’informazioni che sono state omesse dal Foglio:
- lo stesso giorno in cui fu spedita quella lettera, ne seguì un’altra senza clausole vessatorie e un tono assolutamente tranquillizzante, dopo una semplice telefonata di Marino chiedendo: ma che state a fa? Stranamente questa seconda non è ancora pervenuta al Foglio.
- l’entità delle irregolarità amministrative è di 8000 dollari in 15 anni su un badget annuale di 20.000.000. Micro briciole, anche rispetto a cio che un primario di quel calibro può guadagnare negli stati uniti, che rendono assolutamente poco credibile una malafede in quelle irregolarità. Ma giustamente Marino ne rende conto lo stesso e non minimizza.
- le irregolarità amministrative erano state denunciate da Marino stesso
Trovo giusto che il Foglio faccia il pelo ai candidati, è il dovere della stampa. Anzi magari lo facessero tutti. Anzi magari lo facessero su tutti! Dunque mi auspico che il Foglio lo faccia in maniera più onesta e anche sulla sua parte politica, se ha il coraggio (e il tempo…).
Intanto sentite Scalfarotto, che spiega questa faccenda bene bene:


