Blogocrisi e agorafobia
Ne parlano in tanti ormai. Sembra proprio che i blog stiano attraversando un momento di crisi. Si pubblicano meno post, ma soprattutto si commenta di meno. Ovvero i commenti si spostano altrove: verso Facebook, dove gli stessi post dei blog vengono aggregati tramite le note, verso Friendfeed, dove tutto è commentabile e il flusso è molto più rapido e leggero.
Mi è venuto in mente leggendo il post di Luisa Carrada, sengalato da @Catepol su Twitter. Effettivamente erriamo da un media all’altro continuamente, le segnalazioni e i commenti sono trasversali ai mezzi di comunicazione. La buona notizia è che sempre più le reti sono costituite da persone e meno da avatar, la cattiva è che stare dietro a tutto questo è sempre più difficile perché caotico, va a finire che le persone si affezionano più a Facebook che è semplice e abbandonano i blog. Friendfeed e i vari aggregatori di lifestream aiutano un po’, ma hanno sempre il difetto di essere cerchie più o meno chiuse e non universalmente aperte come i blog.
Che fare?
4 Responses to “Blogocrisi e agorafobia”
Leave a Reply







catepol on February 2nd, 2009
ti sembrerà strano…ma per me il blog è la cosa più mia e la cosa che più mi rappresenta. E fa da hub al resto. Il lifestreaming è importantissimo. adoro twitter e Friendfeed. e ho spiegato 1000 volte perchè. E’ la sensazione di neverending present continous mia e di altri che fanno parte della mia rete. Fonte inesauribile di risorse e conoscenze nuove (oltre che di un sano cazeggio in compagnia). Odio facebook. ma lo uso. ha di buono che ti permette di rientrar ein contatto con l gente persa di vista da tanto tempo…
ma non è fatto per il lifestream e la condivisione di contenuti e di conversazioni che siano duraturi. Nel lifestream tutto non dura più di 48 se va bene. Sul blog è per sempre. E’ per tutti.
gibilix on February 2nd, 2009
Cara Catepol, sono d’accordissimo e non mi sembra strano affatto quello che dici. Tu, però, hai una presenza consolidata in rete e ne sei una cittadina avanzata, nel senso che sei avanti rispetto alla media (guarda che cavolo di giri di parole per evitare la parola “blogstar”, che poi v’arrabbiate voi blogstar se vi chiamiamo così
). Quindi conosci a perfezione il valore del blog e le differenze d’uso dei vari social network.
Io piuttosto mi preoccupo più dei neo blogger, dei principianti (come me, ad esempio), dei piccoli attori della coda lunga, che potrebbero scoraggiarsi nel vedere scemare le interazioni e pian piano abbandonare il proprio blog, che magari prometteva bene (ho esempi tra i miei amici: ho faticato a convincerli ad aprire un blog, alla fine lo hanno fatto, stava venendo su un gioellino e poi facebook li ha fagocitati!). O peggio ancora smettere di leggerli.
Il tempo da passare online è quello che è. E le reti sociali rendono di più. Specie per i neofiti. Perché parliamoci chiaro: la cosa più gratificante di qualsiasi forma di presenza attiva online è vedere commentati i nostri interventi, ricevere un riscontro d’attenzione. Molto più di qualsiasi statistica. Le reti sociali tipo FB e FF danno un riscontro molto più immediato. Forse perché si è meno timidi a commentare in un lifestream o uno stato, che a lasciare un commento ragionato al post di un blog. Proprio perché, come dici tu, il blog è per sempre ed è per tutti. C’è molta agorafobia e la blogosfera è una piazza troppo grande per molti.
L’altra preoccupazione è vedere che molte conversazioni e molti contenuti ad alto valore, anche e soprattutto tra cittadini esperti, si spostano da una sfera completamente pubblica a sfere semipermeabili come FF. In questo perde valore l’intera rete.
andreamasala on February 4th, 2009
sì però c’è pure l’endofobia, e guarda caso ne parlano su un blog che, non so perché, ma mi piace tanterrimo:
http://www.desdecuba.com/generaciony/
guardatelo voi espertoins e fatemi sapere
(e un giorno spiegamelo cosa sono twitter e friendfeed che magari mi torna utile, come quando ho imparato a fare gli sms e ora mi costano più delle telefonate, camadònz!)
Il giorno dopo una bella lettura on February 17th, 2009
[...] eventi e reagisco a cose che succedono. Lo uso poco come mezzo di espressione: sarà effetto della blogocrisi generale o del fatto che d’inverno i pensieri si tengono dentro per non aumentare la [...]