Archive for January, 2009

Immagina di non avere accesso ad acqua pulita


Jennifer Connelly in charity: water Public Service Announcement from charity: water on Vimeo.

Il 12 Febbraio parteciperò al Rome Twestival 2009:

Twestival Roma 2009

Tweet. Meet. Give.

Che cos’è il Twestival?
Un evento che si svolgerà il 12 Febbraio in contemporanea in diverse città del mondo.

A che serve?

  • A far incontrare Tweeters dal vivo
  • A divertirsi
  • A raccogliere fondi per una buona causa (charity: water)
  • A dimostrare le grandi potenzialità dei social network

Si, ma in pratica che succede il 12 Febbraio?
Ancora non è deciso. Stiamo raccogliendo volontari per organizzare l’evento e pubblicizzarlo. Vuoi partecipare all’organizzazione? Vuoi suggerire qualcosa? Vuoi contribuire alla buona causa con una sponsorizzazione? Lascia un commento qui o su Twtvite.

Mmhhh. Ma il 12 Febbraio non è troppo vicino?
Senz’altro. Ma la sfida è anche questa. Dimostrare che con le reti sociali, le tecnologie, una buona motivazione, la collaborazione e un po’ d’entusiasmo si può organizzare un bell’evento in pochissimo tempo. L’unione fa la forza!

Ok, ma chi c’è dietro?
Gli organizzatori sono Twitters londinesi che hanno organizzato il primo twestival l’anno scorso a Londra e si sono chiesti se l’esperimento si potesse ripetere su scala globale. Via twitter hanno lanciato l’idea e raccolto volontari nelle singole città che aderiscono. Gli organizzatori fra loro si conoscono solo via twitter (per ora :-) ). Staremo a vedere.


Scrivere senza distrazioni

Photo courtesy of JKim1

Photo courtesy of JKim1


Essere sopraffatti dall’infinita quantità di stimoli, distrazioni, informazioni interessanti, post da mettere da parte e leggere appena avremo più tempo, siti da cui vorremmo trarre ispirazione, argomenti che vorremmo approfondire, idee, progetti che prima o poi vorremmo avviare, giretti su facebook giusto per vedere che succede, email, richieste di chat, feed. Molto spesso ci sediamo al computer con uno scopo e tre ore dopo ci accorgiamo di aver fatto tutt’altro rispetto a quel che ci eravamo prefissi all’inizio. Di buono c’è che abbiamo scoperto serendipicamente cose fighissime, ma che in fin dei conti non hanno fatto altro che aumentare la sensazione di sovrainformazione e la possibilità di essere distratti la prossima volta che passeremo del tempo online.

Uno dei casi tipici in cui tutto ciò accade è quando ti frulla in testa un’idea e ti dici: ora faccio un po’ di ricerca per approfondire e poi ci scrivo un bel post. Sono appena reduce da una di queste sessioni, ma questa volta ho trovato un bel post di Cory Doctorow che condivide le sue tecniche per scrivere nell’era delle distrazioni.

Cerco di tradurre e presentarvi la mia elaborazione dei suoi consigli, ma è sempre meglio riferirvi all’originale.

  • Dedicate brevi sessioni, ma regolari. Invece di aspettare di avere tutte le condizioni migliori per scrivere il post che meditate da tempo, tipo tre ore a disposizione senza distrazioni, aver reperito tutte le informazioni che vi servono, l’allineamento dei pianeti, ecc…, programmate brevi sessioni dedicate alla scrittura del post o dell’articolo o del vostro nuovo romanzo. E’ più facile trovare 20 minuti al giorno con poche distrazioni che tre ore filate con tutte le condizioni ideali. L’importante è la costanza per mantenere l’abbrivio.
  • Interrompete bruscamente la scrittura allo scadere del tempo programmato. Questo può apparire strano ed è forse il consiglio che mi ha colpito di più. Se aspettiamo di concludere il paragrafo che stavamo scrivendo è più facile che quando riprenderemo il giorno dopo ci troveremo di nuovo col panico da pagina bianca. Se invece troviamo una frase tronca a metà pensiero è più facile che inzieremo a scrivere proprio completando quella frase, dandoci così una spintarella per entrare a regime.
  • Non interrompete la scrittura per cercare un’informazione mancante. Ricercare informazioni su google è una delle principali occasioni di distrazione. Piuttosto mettete delle annotazioni nel testo li dove andrebbe un’informazione che non avete e alla fine dedicherete un po’ di tempo alla ricerca. Se usate una vostra convenzione standard per segnare i punti del testo in cui manca il dato, potrete poi usare la funzione di ricerca del vostro programma di scrittura per trovare tutti i buchi da riempire. Io, ad esmpio, metto un tag <link> davanti ad ogni frase o nome dove vorrei inserire un link al post o sito citato.
  • Non usate Word! Ma neanche OpenOffice o l’editor del vostro blog. Quanto più è semplice il programma di scrittura, quante meno distrazioni avrete. Pensate ad esempio ai polemici (e spesso assurdi) suggerimenti di grammatica di Word (e meno male che ora non c’è più la famelica Clip animata dell’Office Assistance). In fondo pensateci bene: avete davvero bisogno di tutte le funzionalità di formattazione del testo mentre scrivete? O non è meglio forse avere tute le risorse libere per il contenuto? In fondo è uno dei motivi per cui la scrittura su carta ancora ci sembra più efficace in alcune situazioni. In definitiva un semplice editor di testo (come notepad, emax, vi, textpad, ultraedit, notepad++) è più indicato nel momento in cui siete concentrati sulla scrittura. In un secondo memento potrete eventualmente copiare ed incollare il testo in un programma più sofisticato e dedicarvi all’edizione del formato. Ma non durante la fase creativa.
  • Spegnete tutte i sistemi di counicazione. Via il programma di posta che emette un suono ad ogni email ricevuta, via Skype, Messenger, chiudete anche il browser o quanto meno ogni tab aperto su siti di social network. Anche se inconsciamente l’occhio cade per un microsecondo su una di queste fonti di distrazione, perderete il focus sul quel che state scrivendo. Se è vero che postare un tweet o scrivere una risposta ad una domanda ricevuta via messenger richiede solo pochi secondi di distrazione, ci mettiamo comunque, anche inconsciamente, in uno stato di attesa, che riduce notevolmente la nostra concentrazione. In fondo possiamo stare venti minuti tagliati fuori dal mondo senza grosse conseguenze.

Proverò a mettere in pratica questi consigli, anche se alcuni non sono nuovi per me. Vedremo come andrà.

E voi avete qualche consiglio o tecnica che usate per “mettervi sotto” quando dovete mettervi a scrivere seriamente o semplicemente per stimolare la vostra creatività nella scrittura? Scrivetela nei commenti.

La rivoluzione del nuovo Mac senza tastiera

Forse l’assenza di Steve Jobs all’ultimo Key Note era un segnale che qualcosa di grosso bolliva in pentola e la gente della Apple ha veramente il dono di think different. Ogni anno ne tirano fuori una nuova e stavolta l’hanno fatta veramente grossa.

Signore e signori benvenuti nell’era del computer senza tastiera!


Apple Introduces Revolutionary New Laptop With No Keyboard

Best wishes 2009

[via Michele Ficara]


Tribute to fiftypeopleonequestion in Rome from Luca Sartoni on Vimeo.