Poche cose, ma fatte bene!
[via Catepol]
Io ad esempio oggi finisco l’anno…
[via Catepol]
Io ad esempio oggi finisco l’anno…
Come mi ero ripromesso, ogni volta che mi viene voglia di aggiungere un link al blogroll, ne scrivo una recensione o quanto meno ne parlo per spiegare perché seguo quel blog. Di solito, a parte alcuni amici del mondo reale (inteso come non-digitale, anzi non-solo-digitale) si tratta di blog che ho aggiunto al mio feedreader da un po’ di tempo e decido di promuovere dal reader al Blogroll. I blog che leggo frequentemente mi fa piacere leggerli dal “vivo” e non attraverso il feed reader. Questo mi da più la sensazione di fare una vera e propria “visita” a casa del blogger. Averli nel blogroll mi rende più facile fare il “giro” dei blog che mi piacciono.
Oggi è la volta del food blog Ma che ti sei mangiato, che seguo ormai da diversi mesi e che da tempo uso come ispirazione per dedicarmi al piacere della cucina. Di food blog ce ne sono ormai un’infinità, ma poi ognuno segue quelli che sente più affini per un motivo o per un altro. Quello che a me piace di questo blog è sintetizzato da due frasi che cito dalla pagina About Me:
Cosa troverete qua? Ricordi di ricette
Cosa non troverete qua? Ricette impossibili, ricercate. Ci saranno, almeno per ora, sono cibi riproducibili in una normale cucina con un’attrezzatura veramente base. Io ho solo quella !
Ecco, questo è un approccio alla cucina che condivido in pieno: le ricette sono una traccia. Quando si è in cucina, poi, ci si confronta con i mezzi a disposizione, gl’ingredienti che si è riusciti a reperire, il proprio estro, il proprio gusto e il gusto dei commensali attesi. Alla fine, dalla ricetta scritta al piatto effettivamente realizzato, c’è sempre una differenza che rende unici ogni cuoco ed ogni cena. E’ questo il bello del cucinare.
Oggi, poi, ho un motivo in più per segnalarvi questo blog: il Menu for Hope 2008. Si tratta di una lotteria umanitaria legata al mondo dei food blog. Ma che ti sei mangiato mette in palio il suo premio che quest’anno consiste in un set di libri di cucina scelti dall’autrice del blog e due confezioni di te. Voi potete acquistare uno o più biglietti da 10 dollari e finanziare, così, una raccolta fondi del World Food Programme delle Nazioni Unite. E visto che siamo sovralimentati, non ci fa male rendere il cenone di capodanno più “leggero” di 10$ a testa e devolvere questi soldi per alleviare la fame nel mondo.
P.S. A proposito, per una di queste sere gelide d’inverno in cui vi vien voglia di una buona e sana zuppa, vi consiglio la zuppa di porri e patate. L’ho provata. Eccezionale!
Questa sera si gioca il classico molto-più-di-un-derby tra Barcelona e Madrid. Per l’occasione ho preparato una torta tenerina ferrarese:
Ho messo la cioccolata tagliata a pezzetti, con il burro ed un goccio d’acqua in una terrina a bagnomaria per far sciogliere il tutto. Ho acceso il forno per riscaldarlo a 180 gradi ed ho imburrato uno stampo da torta di silicone. Nel frattempo ho separato tuorli e albumi. Ho sbattuto i tuorli con lo zucchero e a parte gli albumi a neve. Quando lo squaglio sembrava squagliato l’ho tolto dal fuoco, ho mischiato ben bene per far venire una sensuale crema di cioccolata. Ho rimesso la ciotola con la crema di cioccolata a bagnomaria (stavolta di acqua fredda fredda) per raffreddarla prima di mischiarla.
Dopo pochissimi minuti era già tra il tiepido e il fresco, quindi l’ho unita alle uova, ho ripulito ben bene la ciotola leccandomi la spatola e tutti i rimasugli di crema di cioccolata, poi ho versato la farina, la fecola e ho mischiato ben bene.
Per ultimo ho unito gli albumi montati a neve mischiando delicatamente e sperando di non farli smontare troppo.
Ho versato tutto nella tortiera e infornato per venti minuti. Poi ho spento il forno e dopo qualche minuto ho tirato fuori la torta. Nel frattempo Marieta, ha preparato uno stencil per la decorazione (visto che guarda sempre Paint Your Life). E dopo averla rigirata in un piatto l’abbiamo spolverata di zucchero a velo.
Et voilà:
Visca el Barça!!!!
Qualche giorno fa ho avuto una bella sorpresa. Una frase di questo post è stata eletta a citazione sul blog di Macchianera.
…e questo è stato l’effetto:
Grazie Gianluca
[Via Giulio]
“Non si può essere così contraddittori – mi riferisco al Vaticano – e dire che bisogna rispettare la vita quando un ovulo viene fecondato e che per il rispetto della vita bisogna lasciare delle persone a soffrire delle sofferenze atroci perché non si vuole dar loro la possibilità dell’eutanasia. E al tempo stesso dire che per le migliaia di persone, in novanta paesi del mondo, che rischiano di essere uccise, torturate e incarcerate, non per aver commesso un reato, ma per il fatto di essere gay, lesbiche o trans, la vita non va rispettata.”
Vladimir Luxuria
“Il 10 dicembre è l’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Il Vaticano non l’ha mai firmata.”
Franco Grillini