RomeCamp2008: il mio primo barcamp (parte 2)
Anche il pomeriggio è stato ricco di interventi interessanti ed è veramente difficile a volte dover scegliere, ma per fortuna si può rivedere tutto sul Cannocchiale.tv (che ha fatto un gran bel lavoro di copertura mediatica).
- Matteo Brunati ci ha spiegato com’è possibile una rete di pubblicità etica basata sull’intelligenza collettiva che si può far emergere attraverso le tecniche legate al web semantico. Difficile capire il meccanismo per chi non è dentro a queste tematiche, ma molto chiaro l’obiettivo: eliminare il rumore. Cito una frase dal loro sito: la pubblicità dev’essere poca, deve parlare sottovoce e deve proporre un messaggio utile ai lettori.
- Servizi, piattaforme ed il futuro degli ecosistemi. Luca Mascaro di Sketchin spiega molto chiaramente l’evoluzione dei modelli di servizi in rete negli ultimi anni e l’emergere del paradigma dell’ecosistema (vedi Evernote e Apple con la catena iPod + iTunes + web + mac): un insieme di diversi sistemi che collaborano e creano valore l’uno per l’altro. Più tardi il tema degli ecosistemi è stato riporeso in chiave un po’ più progettuale da Leonora Giovanazzi.
- La potenza del passaparola on-line e le tecniche di marketing che lo sfruttano è stato l’argomento dell’intervento di Umberto Lisiero. L’importanza del buzz online, degli opinion leader e degli hub nelle reti come ambasciatori di un messaggio pubblicitario qualificato, sarebbero alla base delle strategie di marketing vincenti.
- Ed infine il pazzo e divertentissimo intervento di Giuliana Ubertini che ha vinto tutte le avversità possibili per portare a termine il suo intervento: dall’essere l’ultima della giornata, alla mancanza del videoproiettore e all’azione di spietati cappelli neri. Il tutto per presentare l’idea di Ricicla.TV: un canale tematico per raccogliere contenuti sulla pratica del riuso creativo. La mission: diffondere la cultura del riciclo attraverso la riscoperta del lato cool del rifiuto.
Alla fine della giornata sono sucito dal camp con una quantità enorme di stimoli in testa. Ci vorrà un po’ di tempo per lasciarli sedimentare e far emergere quelli più significativi. E’ stata comunque un esperienza veramente interessante ed è un peccato che ancora partecipino poco persone “esterne” al mondo dei blog e dei social media. Ho letto dei post sul RomeCamp in cui emerge il rammarico per la scarsa partecipazione di studenti della facoltà che ospitava l’evento. Effettivamente è strano. In questo però c’è da dire che il ruolo dell’università stessa sarebbe potuto essere un po’ più proattivo. Certamente la disponibilità della facoltà di Economia di Roma 3 nel fornire i locali è stata lodevole, ma dato un evento così innovativo mi sarei apsettato un tam tam tra docenti, ricercatori e studenti attraverso tutta l’università. A Roma ci sono ben tre università di cui una la più grande d’europa, per con oltre 150 mila studenti. Come mai non c’è stata una partecipazione massiccia di studenti e ricercatori?
Nel talk show d’apertura Luca De Biase criticava la mancanza di sensibilità e l’arretratezza della classe dirigente, sia politica che imprenditoriale, rispetto alle nuove tecnologie e al potenziale delle reti sociali, indicando una sorta di digital divide culturale. Ma anche il mondo accademico, a mio avviso, considerate le debite eccezioni, ne esce un po’ male. Capisco che in questo momento le preoccupazioni siano ben altre, con la distruzione avviata con la 133, ma se penso ad alcuni professori e docenti con cui ho avuto a che fare, ho come la sensazione che ci sia una sacca di snobismo dura a morire. Troppa intelligenza collettiva, troppa multidisciplinarità, troppa user generated creativity a qualcuno fa paura. Le università italiane ancora fanno un uso parziale della rete, anche se questo è paradossale, visto che la rete è stata partorita proprio dal mondo universitario. Lasciamo perdere alcuni casi di eccellenza, mi riferisco alla media generale. Mi piacerebbe vedere le università connettersi in maniera aperta con il resto del mondo che vive sulla rete, cercare il contatto con chi non è studente o ricercatore. Aumentare le possibilità di divulgazione ed educazione. Penso ad esempio al OpenCoursware del MIT. E potrebbero adottare ed incoraggiare la formula del Barcamp per favorire lo scambio culturale proprio tra studenti, così come tutte le opportunità di comunicazione arricchita che la rete offre.
Da questa eseprienza esco convinto che il Barcamp è un bell’esempio di condivisione della conoscenza e partecipazione dal basso. Anche se ho letto qualche commento che tende a definire questi eventi sempre più finalizzati al cazzeggio tra amici blogger (ed un po’ sono andato con questo preconcetto), devo dire onestamente che il livello, almeno del RomeCamp2008, è stato molto alto ed è una formula che ancora ha tantissimo da dire. Forse sono stato fortunato, visto che Antonio Pavolini sostiene sia forse il Barcamp meglio riuscito. Mi auguro comunque che se ne organizzino altri, sempre più partecipati e tematici. E che siano sempre più un luogo d’incontro tra gente comune che vive la rete in maniera attiva, professionisti dei settori coinvolti nell’area tematica del camp, mondo delle imprese, politici (altri grandi assenti!) e mondo accademico.
Un grazie e tanti complimenti all’eccellente lavoro di organizzazione di Antonella, Nicola, Vincenzo, Alessio, Daniele e tutti gli altri che hanno partecipato come volontari (pssst… per il prossimo mi viene voglia di darvi una mano… ricordatemelo, carta canta).
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8 Responses to “RomeCamp2008: il mio primo barcamp (parte 2)”
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Metafora AD Network » Blog Archive » Romecamp 2008 e Metafora: gli interventi on November 26th, 2008
[...] Smeerch.it per averci segnalato tra i talk da vedere, e faccio una nota a Gibilix che ha detto che: Matteo Brunati ci ha spiegato com’è possibile una rete di pubblicità etica [...]
Umbazar on November 26th, 2008
Grazie a te per la segnalazione
andreamasala on November 27th, 2008
sì vabbé, ma che minghiazza è stu sucaminghia di barcamp???
un ritrovo di boyscout 2.0???
una woodstock di secchioni???
nun ci cumprennetti nente!!!
andreamasala on November 27th, 2008
è chiaro stu fattu?
gibilix on November 27th, 2008
@andreamasala miiiii che camurrriaa… ca quale boyscout 2.0, cosa ‘ntirissanti assá je. La prossima volta, venite pure voi e ci fate una bella presentazione, che secondo me di cose da dire, tante ne avete. È chiaru stu fattu? ahh?
RomeCamp2008: il mio primo barcamp (parte 2) on December 22nd, 2008
[...] approfondire consulta articolo originale: RomeCamp2008: il mio primo barcamp (parte 2) Author: [...]
Giuliana on January 20th, 2009
…ma grazie! Ho letto ora…
gibilix on January 21st, 2009
@Giuliana mmma si figuuri. Ancora ti devo un contributo per Ricicla.TV.