RomeCamp2008: il mio primo barcamp (parte 1)

Ieri è finito il RomeCamp2008. E’ il primo Barcamp a cui partecipo e quindi mi perdonerete l’ingenuo entusiasmo. Ma per me è stata un’esperienza strepitosa e non vedo l’ora che ce ne sia un’altro.

Sabato mattina freddo a Roma, ieri. Mi son messo la sveglia come per andare a lavoro, ma mi sono alzato con l’entusiasmo delle mattine delle prime lezioni all’università o degli eventi nei quali hai partecipato all’organizzazione (cosa assolutamente non vera in questo caso, avendo contribuito solo con con un po’ di passaparola e un paio di post). E quindi sentendomi un po’ geek diretto ad un incontro di geek (scoprirò poi che non è affatto così), mi assicuro che l’eee pc di Marieta sia carico, scopro con stupore che entra (un po’ a fatica a dir la verità) nel borsino grigio che spesso porto a tracolla e via.

Sono fortunato perché abito a circa un chilometro di strada dalla Facoltà di Economia di Roma 3, quindi ho potuto prendere la bici e pedalando per circa 10 minuti, arrivo alla sede del Barcamp quasi per primo. Tant’è che Antonella gentilmente me lo fa notare, quando mi avvicino al banco dell’accoglienza: “beh sei arrivato un po’ in anticipo, il camp inizia verso le 10, comunque dopo le porte a vetri in fondo a destra c’è il bar, mentre le aule delle presentazioni sono su all’ammezzato”… (ahhh, ho capito, bar giù, camp su…). E così col badge, il quadernino per gli appunti con i preziosi consigli di Kurai (altro che Moleskine…) e la maglietta del RomeCamp, che poi terrò fino a tarda notte, mi avvio verso il bar a leggere un po’ la copia di Nova, verificare il collegamento wireless gentilmente offerto dalla facoltà e gestito da Ikaro e bere un the caldo (che faceva freddo assai ieri).

Verso le dieci mi avvio al tabellone (già pieno, ovviamente) per segnarmi sul quadernino-altro-che-moleskine, quali interventi seguire. Pensavo che poi, col casino, non avrei avuto il tempo di scegliere fra un intervento e l’altro, quale sarebbe stato il prossimo da seguire. Era meglio, quindi, farsi un piano. In seguito ho scoperto che è anche bello decidere lì per lì l’aula da imboccare, guidati dagli stimoli ricevuti seguendo le presentazioni precedenti, il tipo di relatore e anche per star dietro a qualche cambiamento all’ultimo momento, che per forza di cose prima o poi capita.

In attesa del primo intervento in Aula 1, gioco con Marieta a io-ti-chatto-su-Gmail-tu-mi-vedi-sul-Cannocchiale-tv, ma per dignità evito di fare i saluti in telecamera.

Ma ecco cosa ho visto durante la mattina di sabato:

  • La coda lunga delle opioni in rete di Antonio Pavolini, Da questo intervento mi vengono già spunti di riflessione. Alcuni riguardano anche la questione che mi ha visto associato a Mantellini e Macchianera, la settimana scorsa, in una sorta di movimento pro blog. Approfondirò il tema prestissimo, anche alla luce di questo dell’intervento.
  • Ikaro su I blog e la censura preventiva. Mi rinfresca la consapevolezza e mi arricchisce di nuove preziose informazioni sui rischi legali che comporta avere un blog in Italia; ne esco abbastanza spaventato, ma credo che con questo intervento ci abbia reso un buon servizio a tutti.
  • Sean Carlos, da cui apprendo alcune cose nuove sull’ottimizzazione dei siti (in particolare i blog, ed in particolare Wordpress, che cu… fortuna!) per i motori di ricerca (disciplina nota come SEO, Search Engine Optimization);
  • Alberto Mucignat mi fa capire un po’ meglio metodologia Agile e UX Design, stimolandomi a riapprofondirne la conoscenza e risvegliandomi, come accade periodicamente, la passione per lo sviluppo;
  • G.A.S. 2.0: ho appreso che a Roma c’è un gruppo di ragazze che ha messo su un bellissimo progetto per gestire i Gruppi di Acquisto Solidale tramite forum dando l’opportunità di usufruire di questo intelligente modo di acquistare prodotti sani e genuini (filiera corta, biologico, ecosostenibile, ecc…) anche a persone che hanno pochissimo tempo e di solito finisce che acquistano tutto al supermercato;
  • Alex Giordano ci ha presentato l’idea di Techlovers, molto affascinante a mio giudizio. Consiste nel raccogliere, sottoporre e far scegliere al pubblico storie di successi ed insuccessi legati all’uso delle tecnologie, del social networking, delle piccole startup nate in cantina ed acquistate da giganti, ecc… di casa nostra, per poi farne dei documentari da distribuire anche attraverso canali televisivi e dimostrare che nonstante tutto, anche in Italia queste cose sono possibili.

E così se va la mattinata del RomeCamp2008. Rimando alla seconda parte del post il racconto del pomeriggio e le (mie) conclusioni su questa giornata davvero speciale.

2 Responses to “RomeCamp2008: il mio primo barcamp (parte 1)”

  1. Antonella  on November 24th, 2008

    Il quadernino-altro-che-moleskine è una gran bella definizione.
    Toccherà dirlo a Kurai :)

    Grazie per aver partecipato!

  2. gibilix  on November 24th, 2008

    Grazie a voi per l’ottima organizzazione dell’evento.


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