Archive for November, 2008

Lunga vita ai blog

Curva di adozione tecnologica

Curva di adozione tecnologica (da AM Blog)

Apprendo via Mantellini, che importanti blogger e nientepopodimenoché lo stimatissimo Wired affermano che i blog sarebbero morti e sepolti.

Ma dico io, è mai possibile che appena un fenomeno supera l’apice della sua popolarità e il massimo clamore mediatico, la si considera morta?

Che ogni nuovo fenomeno uccide tutti i predecessori? Mai sentito parlare di Curva di Adozione Tecnologica?

Secondo me è l’apice ad essere una sopravvalutazione del fenomeno, poi di solito avviene una massificazione e stabilizzazione. Il fenomeno si differenzia nelle sue naturali componenti, ciascuna col suo punto d’equilibrio. Nel frattempo altre tecnologie avranno iniziato il loro corso alla popolarità.

Ecco secondo me è questo il rapporto tra i blog e media sociali di nuova generazione come Facebook.

Aggiornamento

Effettivamente, scrivendo il post inizialmente, non avevo preso in considerazione il lato oscuro della Forza che tutto altera dal corso naturale degli eventi. Infatti, almeno qui da noi, è veramente possibile che il blog sarà a breve morto e sepolto, ma non per naturale esaurimento del suo potenziale come mezzo di comunicazione, bensì per l’ostinata ignoranza imbavagliatrice di buona parte della potica italiana. Il deputato del Partito Democratico Ricardo Franco Levi sta riproponendo da solo il suo progetto di legge che già ci aveva fatto indignare all’epoca del governo Prodi. Ovvero quello secondo il quale un blog rientrerebbe nella definizione di prodotto editoriale e se addiritura hai Ad-Sense di Google, può essere considerato un’attività d’impresa. Maggiori informazioni su Punto Informatico.

Se Matrix girasse su Windows

Cosa succederebbe a Neo & Co. se Matrix girasse su Windows?

Godetevi questo remake (in inglese).

L’antica roma in 3D su Google Earth

Com’è stata realizzata? Da chi e perché?

La notizia è oggi un po’ dappertutto nella blogosfera e un po’ nei grandi media e come si può vedere dal video che circola su Youtube, è una bella ricostruzione in 3D, navigabile, di come doveva apparire Roma nel 320 d.c., più meno all’apice del potere imperiale, quando Roma raggiunse circa un milione di abitanti, una dimensione tale che fu sorpassata solo dalla Londra Vittoriana quindici secoli più tardi.

Ebbene ora grazie a Google Earth e ad un progetto di ricerca (Rome Reborn 2.0) condotto da due università americane ed una società di produzione privata italiana, è possibile volare tra il Foro Romano, il Colosseo, l’Arco di Costantino, il Circo Massimo e altri 6700 edifici ricostruiti in 3D. Molti edifici sono stati ricostruiti con un livello di dettaglio tale da renderli navigabili anche all’interno.

Sebbene possa sembrare una trovata per pubblicizzare sempre di più i servizi di Google, l’Antica Roma in 3D è un progetto scientifico di grande valore che nasce con un duplice scopo: da una parte quello di rappresentare spazialmente e visivamente la conoscienza attuale sulla Roma antica e dall’altra quella di creare un’infrastruttura visuale tridimensionale da usare per le successive speculazioni e scoperte. Il modello comprende, oltre che tutta l’informazione attualmente disponibile sulla topografia e sull’infrastruttura urbana (strade, ponti, acquedotti, ecc…) anche informazioni sulle fonti archeologiche e i ragionamenti speculativi che hanno portato a quella specifica ricostruzione digitale. Quindi il modello è una rappresentazione completa dello stato dell’arte sulla nostra conoscienza (ed implicitamente sulla nostra ignoranza) sulla Roma imperiale.

Ma come è stata realizzato il modello?

A grandi linee esistono due fonti d’informazione che permettono la ricostruzione digitale tridimensionale della Roma antica: i dati archeologici dettagliati che abbiamo su alcuni siti specifici (ad esempio i grandi monumenti e alcuni edifici più importanti) e i dati quantitativi sulla distribuzione di tipologie di costruzione nelle varie zone di Roma, ricavati da una sorta di archivi catastali dell’epoca.

Tutte queste informazioni sono state utilizzate per modificare, correggere e raffinare quello che è il punto di partenza dell’intero modello: il Plastico di Roma Antica dell’architetto Italo Gismondi, realizzato fra il 1933 e il 1974 e conservato presso il Museo della Civiltà Romana all’Eur (Roma).

Manca solo un particolare per rendere veramente eccellente questa ricostruzione: un piccolo ologramma di Alberto Angela che compare tra le mura degli edifici e ci spiega come vivevano i Romani dell’epoca.

Per saperne di più:

Chi partecipa al progetto:

RomeCamp2008

Venerdì 21 e Sabato 22 si terrà a roma il RomeCamp2008. È il primo Barcamp a cui partecipo ed è necessario pubblicizzarlo affinché abbia maggior successo.

Che cos`è un Barcamp?
Cito dal blog del RomeCamp2008:

Il barcamp è prima di tutto un network internazionale di conferenze generate dagli utenti, di workshop aperti e partecipativi i cui contenuti sono decisi e forniti da coloro che vi partecipano i prima persona. Il primo Barcamp si è svolto nell’agosto del 2005 a Palo Alto, in California, e nel giro di tre anni la formula aperta e collaborativa di queste non-conferenze ha conquistato il mondo, approdando con notevole ed immediato successo di pubblico anche in Italia.

Di cosa si parla?
Questo Barcamp è imperniato intorno a tre idee: ambiente, tecnologia e società. Può essere interessante per chiunque abbia a cuore, sia interessato per curiosità o per motivi professionali al modo in cui le nuove tecnologie e soprattutto il modo di usarle può contribuire a plasmare in senso positivo l’ambiente che ci circonda e la società in cui viviamo.

Ci saranno interventi su:

  • Finanza e social media
  • Tecniche agili di gestione del tempo
  • Enterprise 2.0 e comunicazione digitale
  • CMS Open Source
  • Web Science Research Initiative
  • Politica 2.0
  • Esperienze di economia sociale
  • Blogging e rischi legali
  • Visual Thinking

La partecipazione è aperta, per definizione di Barcamp, quindi potete iscrivervi e proporre voi stessi un tema da discutere o una vostra presentazione.

Chi c’è dietro?
Sebbene abbia ormai raggiunto un livello di sponsorship notevole, compreso il patrocinio dell’Università di Roma 3, Comune di Rome e Provincia di Roma, e una promettente copertura mediatica (almeno online) grazie a Il Cannocchiale e Current_ TV, Il RomeCamp2008 è organizzato in pratica da un gruppo di volontari che meritano fin d’ora il ringraziamento da parte di tutti coloro che vi parteciperanno:

Dove si terrà?
Presso la facoltà di Economia dell’Università di Roma 3 in Via Silvio D’Amico (quartiere S.Paolo). Qui la mappa con i dettagli e qui la pagina con tutte le informazioni pratiche.

Sull’infelice battuta di Berlusconi su Obama

Vorrei riportare il punto di vista dell’amico Andrea Masala sulla vicenda perché, come sempre, è una voce che arricchisce la discussione, anche, o forse soprattutto, quand’è fuori dal coro come in questo caso.

Sostiene Masala che l’uscita di Berlusconi è un’ulteriore espressione del provincialismo di cui è affetta la politica italiana, ma lo sono anche le reazioni unisone e accorate della sinistra.

Sostiene Masala che il basso e calcolato rischio di provocare incidenti diplomatici è un’arma che Berlusconi usa spesso per spostare l’attenzione su di lui e anche questa volta ci sarebbe riuscito. Con il beneficio aggiunto di togliere alla sinistra l’esclusiva della gestione del successo di Obama.

Sostiene Masala che la sinistretta si ritrova tutta eccitata ad indignarsi per l’ennesima gaffe di Berlusconi ed invece di accusarlo di grondare razzismo dovrebbe svelare come Berlusconi stia cercando di far dimenticare la sua amicizia con Bush.

Io sono d’accordo con Masala, anche se ho semplificato molto il suo pensiero e per questo mi scuso e v’invito a leggerlo direttamente.

Sono d’accordo che la nostra politica è pervasa da un grande provincialismo e sono d’accordo che i professorini di sinistra non possono limitarsi ad alzare il ditino. Penso, però, che l’indignazione per la battuta di Berlusconi sia comunque una manifestazione dovuta, anche se insufficiente. L’infelice uscita di Berlusconi non mi preoccupa tanto perché è una espressione del razzismo del suo pensiero, tanto ci pensa tutto il resto della coalizione di governo a dimostrare nei fatti che cos’è il razzismo, ma perché rispecchia quel senso comune della gente che non capisce neanche perché una battuta del genere possa essere offensiva o di cattivo gusto.

Il problema è che non si spiega abbastanza il perché dell’indignazione e ci si limita alla generica accusa di razzismo e scarso senso diplomatico. La battuta dell’abbronzato è lo specchio di un sentir comune, anzi di un non-sentir comune, che non distingue tra ruoli istituzionali e popolarità, che fa spazientire le persone che si sentono riprese quando raccontano barzellette a sfondo razziale e non gli si lascia passare il fatto che stavano scherzando, senza capire che il problema non è raccontare quelle barzellette, ma trovarle divertenti.

Se lasciamo passare questo macchiettismo presidenziale, considerandolo solo un meccanismo populista, continuiamo ad avallare quel non-sentir comune.