Grazie Cossiga

Credo che dopo tutto la riflessione di AnelliDiFumo sulle parole di Cossiga e l’aggressione dei fascisti alla manifestazione di Giovedì 25 abbia senso. In fondo, volente o nolente, le sue parole hanno reso lampante e chiaro il tentativo d’infiltrazione e di derivazione violenta della protesta studentesca per leggittimare la repressione. D’altra parte mi pare difficile che Maroni sia così ingenuo da aver bisogno dei suggerimenti di Cossiga su tecniche così elementari e arcinote d’uso del manganello per reprimere la protesta.

Dunque Cossiga potrebbe aver sputtanato più che ispirato, la strategia repressiva.

Ma come avviene concretamente l’infiltrazione? Ci sono poliziotti giovanissimi (e nello stesso momento espertissimi e bravissimi, tanto da affidargli compiti così delicati) che si mascherano da studenti, guidano le aggressioni e si lasciano fotografare e filmare pubblicamente mentre prendono e danno ordini a colleghi poliziotti? Ma va là… Tutto fumo nelgi occhi. Le infiltrazioni non possono avvenire in modo così palese. Io immagino contatti molto riservati tra alcuni elementi delle forze dell’ordine o dei servizi segreti e alcuni elementi dei movimenti. Contatti che avvengono molto, ma molto, lontano dalle piazze. Contatti in cui ci si manda segnali e si cerca di capire le intenzioni. Si suggerisce che se avverranno certe azioni saranno casualmente tollerate o non viste.

Quindi smettiamola con le polemiche su qusto o quel video. Ci distraggono dai fatti, che da soli bastano a percepire la gravità di quel che succede. E i fatti sono pochi e chiari:

  1. Un gruppo di pacifici quindicenni viene aggredito e picchiato da un gruppo di fascisti. La polizia è presente ma non interviene (diranno che non si sono accorti di niente).
  2. Un camioncino pieno di militanti del Blocco Studentesco e di Casa Pound e di spranghe preconfezionate col tricolore attraversa il cordone di polizia per occupare una posizione in piazza vicino agli studenti universitari di sinistra che sono già molto arrabbiati (giustamente) perché sanno del fatto n. 1
  3. I giovani picchiatori con i tricolori randelli si schierano in assetto da battaglia
  4. Si scatena una battaglia con sedie trovate li sul posto (usate dagli universitari arrabbiati) e preconfezionati manganelli tricolori portati da casa.

Se c’è un gruppo che viene ad una manifestazione con l’intenzione palese di alzare il livello di violenza (e portarsi le spranghe avvolte nel tricolore lo è) e se la polizia chiude troppi occhi prima che scoppi il casino, allora c’è una volontà da parte del ministero degli Interni che la tensione esploda per giustificare la repressione. E’ una strategia semplice ed utilizzata da sempre. Non c’è alcuna novità.

Pensiamo piuttosto a diffondere informazione e fatti a tutti quelli che si formano un’opinione solo attraverso i tiggì e i principali giornali nazionali. Quindi dateje giù con Facebook, email e quant’altro. Ho già assistito a troppe conversazioni con frasi del tipo: “Ah ma è sempre così, alla fine gli studenti si scaldano e va a finire che si picchiano con la polizia…” oppure (peggio ancora) “Ahò ma l’hanno fatto vede’ al telegggiornale, hanno cominciato quelli de sinistra…”, per non parlare delle ricostruzioni ignobili proposta da membri del governo o della maggioranza. Non dobbiamo scaldarci e litigare con quelli di destra o con i fascisti di Blocco Studentesco o Forza Nuova. Loro fanno il loro mestiere e non potremo mai cambiare la loro opinione. Dobbiamo invece spezzare la cortina di fumo gettata da buona parte dei media e dalle parole di chi ha la voce grossa e informare chi non si va a cercare la verità ma si beve tutto quello che gli infilano in bocca. Prima che sia olio di ricino.

3 Responses to “Grazie Cossiga”

  1. lucyintheskywd  on November 2nd, 2008

    In questi ultimi giorni l’ormai ottantenne Senatore è riuscito a dare il meglio di sé, come si legge qui a proposito degli episodi di Piazza Navona: una pacifica manifestazione studentesca, osteggiata a bastonate da un gruppo di facinorosi di destra, sotto gli occhi “disinteressati” delle Forze dell’ordine. In mezzo al rincorrersi di testimonianze, riprese video e faziosi tentativi di negare l’evidenza dei fatti, ecco levarsi la voce di Francesco Cossiga, con parole che è difficile interpretare se non come un incoraggiamento alla violenza di Stato. E se c’è già chi si è mosso con un esposto indirizzato alla Procura della repubblica, ipotizzando a carico del Senatore comportamenti tali da integrare fattispecie di reato, io mi voglio limitare a constatare come sia fin troppo facile assumere la “responsabilità” politica di certe dichiarazioni sotto la copertura dell’art. 68 della Costituzione, e come di certi “retroscena” inerenti ad accadimenti occorsi durante la prima Repubblica sarebbe stato preferibile parlare quando su di essi non era ancora caduta la prescrizione.

  2. emanuele  on November 21st, 2008

    Scusa ma l’hai visto il video?

    Perchè soprattutto sul punto 4 si vede che sei schierato. Quelli che chiami fascisti (una trentina a dir tanto) erano fermi.

    Gli universitari non hanno fatto un bel nulla…visto che la loro protesta è APOLITICA. Peccato che nel corteo ci sono sempre i “soliti” dei centri sociali.

    Il tafferuglio è stato tra quei 30 con la mazza col tricolore (non capisco perchè la polizia gli ha permesso di fare il blocco) e le pecorelle dei centri sociali con caschi, cinghie e i soliti loro armamenti…gente che dalle facce non aveva di certo 20 anni.

  3. gibilix  on November 21st, 2008

    Che io sia schierato è fuori dubbio e per me non è un problema. Trovo insopportabile chi dichiara di non schierarsi.

    E poi ci sono tantissime testimonianze, anche di persone che normalmente non vanno alle manifestazioni a picchiarsi, che hanno raccontato l’aggressione ai più giovani (15/16 anni) circa un ora prima dello scontro che si vede nel video (leggiti ad esempio l’articolo di Curzio Maltese, sicuramente schierato, ma comunque un grande cronista che certo non può inventarsi di sana pianta le aggressioni, testimoniate poi da decine di altri ragazzini).

    Quelli che io chiamo fascisti, sono fascisti. E loro stessi ne vanno orgogliosi (e questo mi pare pure un bene, ci mancherebbe che si nascondessero pure) e non erano affatto fermi, in molti video si vedono che usano le loro mazze sui corpi.

    E comunque sono ben d’accordo che lo scontro ripreso in quei video è stato con i giovani dei centri sociali, ma non era nel loro interesse portare la violenza in quella manifestazione, hanno semplicemente reagito ad un atto squadrista assecondato dalla polizia. Mentre invece Cossiga ha spiegato in maniera cristallina e senza mezzi termini qual’è lo scopo di portare la violenza nei cortei e chi ha interesse a farlo.


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