Archive for September, 2008

La pazza radio

radio pazza

...la Radio del Piazzale della Radio del Piazzale del...

Stamattina ho scoperto un radio blog. Si chiama Pazza Radio.

Con un semplice blog su blogger, senza template fantastici super custom ecc… un file mp3 con una playlist e il commento di Bak, Grex, Portu e Giacomino, un Google Audio Widget per ascoltarla direttamente dal post, e l’utilissimo elenco dei pezzi nella playlist con link ai testi. Un eccellente modo per conoscere musica nuova senza passare per le radio commerciali.

Secondo me queste iniziative andrebbero premiate. Dimostrano che con pochi ed economici mezzi a disposizione si possono fare cose di qualità.

E poi mi stanno simpatici perché si trovano a pochissimi metri da questo blog. Sono del mio quartiere!

Distanti saluti

Da oggi ho deciso che ogni aggiunta al blogroll sarà presentata da un breve post. Mi sembra doveroso nei confronti di chi viene linkato.

Il blog di oggi è Distanti Saluti, di Giovanni Fontana.

Da alcuni mesi a questa parte il tema del blog è un diario dalla Palestina, dove Giovanni si trova come volontario presso un’associazione che si occupa di bambini palestinesi, ma probabilmente collaborerà con altre associazioni. Mi è piaciuto il suo approccio alla scelta, non missionaria:

[...] ho preso in considerazione l’idea di andare da qualche parte per darmi da fare: non è questione di bontà (se domani scoprissi che il mio sogno è pitturare portoni in campagna, andrei immediatamente a pitturare portoni in campagna) ma di non perdere tempo…

e soprattutto di uno che invece di spendere energie per dimostrare da che parte stia la ragione assoluta, intanto si dà da fare per ridurre il danno. E questo può valere a Betlemme come a Roma, come la sua storia dimostra. A quel che vedo è un ragazzo che fa parte di quella piccola parte di sinistra che ancora oggi è degna di questo nome. Quella che crede che lottare significhi costruire e prendersi cura, non giudicare, incasellare e distruggere.

E poi la sua vicenda non può non farmi pensare al mio amico Bar, che tra pochi giorni sarà anche lui da quelle parti. E so che anche sul suo blog potrò leggere tante cose interessanti su quelle terre, quei popoli e quelle culture. Chissà che non mi decida a farci un viaggio quest’anno.

I delatori di Cantù

La ridente cittadina di Cantù

La ridente cittadina di Cantù

[via Manteblog]

Una delle armi di repressione più odiose ed atroci del fascismo e di altri regimi totalitari è la delazione. Anche senza arrivare all’orrore assoluto delle leggi razziali, che ancora qualcuno orrendamente si ostina a sostenere furono poca cosa nella terra degl’Italiani, brava gente, le persone potevano anonimamente denunciare comportamenti non consoni di vicini, passanti e conoscenti.
Sotto il fascismo ci furono decine di migliaia di delazioni, con conseguenze serie per le vittime, colpevoli di “offese al Duce”, dell’ascolto di “Radio Londra” o di altre violazioni del codice penale. Non erano quasi mai dei militanti antifascisti (a questi pensava l’Ovra), ma dei poveri diavoli che si esponevano con sfoghi imprudenti in luoghi pubblici.

Sebbene la delazione sia sempre un orrore, quel tipo di delazione era comportamentale: ti denuncio per quel che fai. Invece nel 2008 assistiamo ad una forma di delazione molto più simile a quella delle leggi razziali: ti denduncio per quello che sei, anzi per quello che io pregiudialmente penso tu sia per il tuo aspetto. È così che il sindaco di Cantù decide di “risolvere” il suo problema con gli extracomunitari. Un numero verde sarà attivato a breve per denunciare, anche anonimamente, la presenza di extracomunitari sospetti in un qualsiasi punto del territorio della città di Cantù.

Per fortuna oggi abbiamo mezzi più efficaci per sabotare iniziative orrende come questa ed esprimere la nostra indignazione. Tra gli hacker esiste una tecnica chiamata Distributed Denial of Service che consiste nel far utilizzare un servizio in maniera massiccia da milioni di utenti sparsi dappertutto, in modo da saturare le capacità di risposta del sistema e di fatto “buttarlo giù”.

E su questo principio che si basa l’iniziativa di Alessandro Gilioli dell’Espresso, con cui tutti possiamo contribuire a far capire al sindaco di Cantù che queste cose in una Repubblica democratica non s’hanno da fare. Assolutamente.

  • Aprite Google Map su Cantù
  • Scegliete un punto a caso della città
  • Telefonate anonimamente al numero 031717411 (Vigili del Fuoco, in attesa che sia attivo il numero verde)
  • Segnalate nel punto scelto la presenza di un extracomunitario sospetto (chessò uno svizzero che mangia il panino per strada, uno statunitense con gli occhiali scuri ed una valigetta sospetta, un australiano con il cappello di Crocodile Dundee che salta come un canguro. Altre idee da segnalare?)
  • Spargete la voce ed invitate altri a fare lo stesso

Semplici misure di sicurezza

[via Catepol]

Per esorcizzare la paura di volare che in questi ultimi giorni potrebbe aver ripreso ad attanagliarci lo stomaco, ripassiamo con attenzione le semplici misure di sicurezza che troviamo nel foglietto plastificato nella tasca del sedile dell’aereo. In questo video il commentatore vi toglierà ogni dubbio abbiate mai avuto sul significato di quelle simpatiche figure con capigliature anni ’80.

Cuba resiste!

Come ogni anno questi sono i giorni della conta dei danni e dei morti per gli uragani dei Caraibi. Mentre siamo ancora col fiato sospeso, in attesa dell’arrivo di Gustav sulla costa degli Stati Uniti, prevista entro le prossime 24 ore, con l’incubo che si ripeta il dramma di Kathrina di due anni fa, già possiamo fare un bilancio del suo passaggio per le altre isole dei Caraibi.

A Santo Domingo, Haiti e Giamaica ha fatto almeno 85 morti. È difficile sapere di più da paesi poveri come Haiti, quindi speriamo sia il bilancio definitivo, ma i danni alle poche infrastrutture, potrebbero a loro volta causarne altri.

A Cuba l’uragano è passato prima per la Isla de la Juventud lambendo Cienfuegos e probabilmente Trinidad (sic!) e poi ha attraversato di netto l’estremita occidentale dell’isola, nella regione di Pinar del Rio. I danni materiali al territorio ed alle infrastrutture sono stati ingenti. Il Granma riporta che gran parte dei tralicci di trasmissione dell’energia elettrica sono stati abbattuti e che la centralina di misurazione del vento ha riportato la massima velocità di 340 Km/h prima di essere totalmente distrutta:

Antes de abandonar tierra firme por la costa norte, en una zona ubicada en el municipio La Palma, el huracán Gustav implantó un récord nacional de velocidad del viento, que fue registrado en el Paso Real de San Diego, al destruirse el equipo de medición cuando marcaba los 340 kilómetros por hora, en una racha.

Ma nonostante i danni, ancora una volta Cuba può affermare con orgoglio che ha superato il passaggio di Gustav senza né vittime né feriti in pericolo di vita e che:

…una vez mas, los pineros, como hace 40 años, nos movilizaremos y nuevamente la consigna serà recuperar lo perdido y avanzar mucho mas.

E questo grazie alla grande capacità di prevenzione ed evacuazione che ha l’infrastruttura sociale cubana, forse il risvolto più positivo dell’altrettanta capacità di controllo capillare del territorio che hanno le autorità.

Hasta la victoria, siempre!