Archive for September, 2008

La nuova destra

Date le esternazioni dei nuovi leader di questo paese che abbiamo sentito negli ultimi giorni, prima Alemanno e poi La Russa, vorrei riproporre qui il post di Marieta scritto per spiegare la situazione ai non italiani.
Forse ripetere e ripeterci le basi serve a non assuefarci e a renderci conto che stiamo attraversando quel momento che Flores D’Arcais definisce come quello in cui in Italia per la seconda volta la democrazia è precipitata. Certo non solo per le parole dei due neri politici, ma per l’insieme degli attacchi alle istituzioni democratiche (ed ora anche ai fondamenti storici e culturali) della Repubblica Italiana.

Una delle caratteristiche della cosiddetta nuova destra è che al suo interno contiene la vecchia, quella di sempre: i fascisti.

Questo paese è stato (ri)fondato dopo la II guerra mondiale, gli italiani decisero che volevano essere una repubblica e si dotarono di una costituzione (una costituzione normale, di quelle con assemblea costituente). Con tutto quello che è successo da allora, con tutti i problemi, con tutte le piaghe e le calamità che hanno afflitto (e affliggono) questo paese, nonostante tutto, c’erano cose che non si mettevano in discussione. L’Italia commemora la festa nazionale il giorno della liberazione dai nazisti e la costituzione afferma che è una repubblica fondata sui principi della resistenza e dell’antifascismo. È non è solo un modo di dire: ciò che avevano in comune i partiti che fondarono la repubblica era l’antifascismo. La Democrazia Cristiana era anticomunista, ma anche antifascista e aveva svolto un ruolo importante nella resistenza.

È gia un po di tempo che l’antifascismo, diciamo, istituzionale, si sta disfacendo, ma quel che sta succedendo in questi giorni è un po’ troppo. L’altro giorno in una visita ufficiale in Israele (!), il sindaco di Roma ha detto che non poteva condannare il fascismo (non me la sento), le leggi razziali si, ma il regime che le promulgò no. Ieri, nella commemorazione della difesa di Roma (8 Settembre a S.Paolo, ndt) e dell’inizio della resistenza antifascista, ha voluto chiarire le sue dichiarazioni e ha detto che ovviamente non ha dubbi nel condannare “i risultati liberticidi del regime”. E il regime? Non ha detto nulla.

Il fatto che il ministro della difesa, Ignazio Benito La Russa, chieda rispetto per la memoria dei militari che decisero di lottare a fianco dei nazisti, nel suo discorso alla cerimonia istituzionale che commemora l’inizio della resistenza, fondamento di questo paese, non ha nome. O forse si.

Marieta, El meu país d’Itàlia

Aggiornamento: su questo tema è assolutamente da leggere l’articolo di fondo di Furio Colombo apparso oggi su l’Unità.

Onomastica siciliana

Il pugnale di Gebel-el-Arak

Il pugnale di Gebel-el-Arak

Ieri ho avuto un piacevole ed interessante scambio di commenti con il maestro Alfonso, circa l’origine del mio nick e quindi, come ben sanno coloro che mi conoscono, del mio vero cognome.

Ho imparato le seguenti cose:

  • In ogni sua forma il mio cognome è d’origine araba (e fin qui nulla di nuovo)
  • Nella forma alterata Gibilix, il nome potrebbe richiamare la parola araba magrebina قبيلي (che riporto con il copia e incolla, non essendo in grado di leggere e scrivere l’alfabeto arabo)
  • قبيلي (che penso si legga qabili), vuol dire “il meridionale”
  • Il mio cognome potrebbe anche venire da “Gebel-el-arak” (come ricordo d’aver sentito da mio padre tanti anni fa)
  • Gebel-el-Arak è un sito in Egitto dove fu trovato il famoso pugnale (conservato al Louvre) rappresentante una prova dei contatti tra Egitto e Mesopotamia nel quarto millennio a.c.
  • Araq in arabo vuol dire “liquido” o “succo”, ma è molto noto l’Arak, un liquore d’anice, come il pastisse o la sambuca.

La conclusione è che probabilmente, come mi ha fatto notare il maestro Alfonso, il mio nome potrebbe evocare ciò che i miei amici hanno sempre saputo di me: che sono un terrone ubriaco (qabili, arak). Ma più verosimilmente potete immaginarmi come un uomo del monte (Gebel) di bianco vestito, che invece di approvare lo stato di maturazione delle banane (del quale non gliene può fregare di meno), sorseggia il suo pastisse.

Approfondiremo il tema non appena saremo riusciti a trovare un esperto d’onomastica siciliana che possa chiarire il mistero. Si, perché sul fatto che il cognome sia chiaramente siciliano direi ci sono ben pochi dubbi.

Giovani combattenti

Dice l’On. Mantovano del PdL a Primo Piano, sostenendo l’agghiacciante intervento del ministro della difesa La Russa durante la commemorazione dell’8 settembre a Porta S.Paolo, che è giusto ricordare con rispetto ed onore quei giovani che scelsero, pur dalla parte sbagliata, di combattere per qualcosa in cui credevano.

Ma che avete capito… non parlava dei giovani di Salò, si riferiva alle Brigate Rosse.

Popestone Alley 1

Dalla festa cha abbiamo fatto per il Gazometro illuminato l'8 settembre del 2006. Dopo qualche bicchiere evidentemente...

Gazometro illuminato

Stasera verranno alcuni amici a casa.

A parte la solita mescolanza di nazionalità, lingue e cucine, stavolta potremo contare la presenza di un discreto numero di blogger: io, Marieta, Vale, Bar, Jesus, Andrea e forse Antonello. Erano previsti anche Vicent e Renzo, ma purtroppo erano gia impegnati. Sarà per un altra volta. Quasi un Barcamp.

La foto qui accanto è stata fatta il 9 settembre 2006, durante la festa che abbiamo fatto in occasione dell’illuminazione del gazometro. E’ stata scattata all’1.29AM, secondo quanto riportano le metainformazioni del file. Non si fatica a crederlo, visto che com’è noto a quell’ora i gazometri sono ubriachi e barcollano.

Vicent e Jesus li ha conosciuti Marieta attraverso il suo blog e abbiamo avuto la fortuna straordinaria che tutti e due sarebbero venuti a stare in Italia per qualche tempo per motivi di ricerca e studio, proprio in questo periodo. Così che gli ultimi due sabati il Nolano di Campo de Fiori è stato testimone d’incontri catosferici.

A testimonianza, ancora una volta, del fatto che la rete non isola affatto dal mondo reale, anzi unisce, collega, crea ponti, spunti per arricchirsi e ti fa conoscere persone spettacolari, come Vicent e Jesus.

L’autoradio

Photo by Cox Party Vesoul

Photo by Cox Party Vesoul

Fin da quando avevo quindici o sedici anni, mi è sempre piaciuto installare l’autoradio in macchina. Non che fossi bravo nel farlo, anzi, sempre grandi pecionate, ma mi piaceva l’idea del fai da te ed in linea di principio mi sembrava una cosa facile. Ho installato l’autoradio in macchina prima ancora di possederne una, anzi, prima ancora di avere la patente.
E tuttavia gli ultimi 3 anni circa siamo stati senza autoradio. Poco dopo averla installata nell’ultima macchina comprata, ha deciso di smettere di funzionare. Forse indignata d’essere stata degradata da una Tipo 1600 ad una Panda 1000 vecchio modello. Sta di fatto che non facendo grandi percorsi non abbiamo avuto fretta nel ripristinare un qualche dispositivo musicale.

L’altra settimana però, passando per un grande negozio d’elettronica di Viale Marconi, non so come, mi è venuta l’ispirazione di entrare e guardare le autoradio. È finita che sono uscito dal negozio con una nuova autoradio e sebbene fosse uno dei modelli più economici del negozio, a me è sembrata un grande gioiello tecnologico: ora ci posso ascoltare la musica dall’ipod, da una chiavetta USB e da una scheda MMC. Questo vuol dire che utilizzando solo dispositivi che già abbiamo, mettendo insieme i nostri due iPod nano, una chiavetta USB da 2Gb ed una scheda MMC da 4Gb, arriviamo a 16Gb di musica. Il che vuol dire circa 5300 brani di tre minuti di media o, in altre parole, circa 270 ore di musica da ascoltare. Il che vuol dire, ancora, che viaggiando tranquillamente ad una media di 100 Km/h, possiamo percorrere circa 27.000 Km con accompagnamento musicale. Considerando che almeno un 20% di tempo vuoi riposarti le orecchie, allora possiamo percorrere circa 33700 Km senza ripetere mai una canzone.

E Allora? ‘ndo annamo?

Beh, per ora mi sono tolto il gusto che mi mancava da tanto tempo, di guidare per il centro di Roma in un pomeriggio d’estate con i finestrini aperti, la radio a palla, da vero coatto, mentre i muscoli lombari destro e sinistro cominciano lentamente a contrarsi alternativamente a ritmo di son, accompagnati dalla voce calda di don Compay.