Incendio alla Miralanza

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Da pochi minuti appare completamente spento l’incendio della Miralanza che ho seguito dalle finestre di casa. Stavo guardando la tv, e mi è bastato girare lo sguardo di pochi gradi per vedere attraverso la finestra del salotto il tetto della fabbrica in fiamme. Siamo così abituati a vedere immagini tremende in tv che ci è voluto qualche istante prima che capissi che quella tragedia era la realtà e non semplicemente un altro schermo.

Dal balcone sentivo urla confuse e all’inizio non riuscivamo a capire se c’erano gia i vigili del fuoco oppure no. Tuttavia vedevo le fiamme divampare proprio dove poche ore prima vedevo giocare i bambini della comunità rom insiediata nella struttura e le donne che stendevano i panni tra quei pali in fiamme che di li a un attimo sarebero crollati.

Tutt’ora non so se ci sono stati feriti o vittime, ancora nessun mezzo ne parla. Probabilmente, data la grandezza della struttura e il fatto che si tratta sostanzialmente di capannoni, le persone si sono accorte in tempo dell’incendio e sono potute mettersi in salvo. Mi piace pensarla così.

All’inizio, preso dall’emozione e anche un po’ dalla paura (tutto sommato l’incendio era grosso ed era così vicino alle nostre case che sentivamo le vampate di calore), tentavamo di chiamare il 113, e per minuti che mi sono sembrati interminabili non rispondeva nessuno. Non sentivo neanche sirene, ma solo urla. Dal nostro punto di vista vediamo solo un lato della fabbrica, magari dall’altro lato c’erano gia pompieri e polizia. Più tardi o pensato che un incendio così non poteva scoppiare più vicino ai mezzi di soccorso, con i vigili del fuoco dall’altra parte del fiume e la croce rossa dall’altra parte del prato.

Poi lentamente il tetto del capannone principale ha finito di bruciare e ci sono stati i crolli delle strutture. Adesso ad incendio finito vediamo la torretta dell’insenga del teatro India che prima era coperta dal tetto della fabbrica. L’incendio successivamente è sembrato spostarsi verso un secondo fabbricato dell’area e dopo qualche istante si è udita una grossa esplosione di cui abbiamo visto solo la colonna di faville, perché è avvenuta dall’altro lato della fabbrica. Sarà stata una bombola di gas? Magari di una roulotte?

Insomma a parte lo spavento, la pena per quel che sarebbe potuto succedere (il condizionale è una speranza), restano tanti dubbi… Di solito quando succedono incendi nei campi rom ci dicono al telegiornale che le condizioni di vita nelle roulotte e la totale mancanza di misure di sicurezza rendono gli incendi molto più probabili che in condizioni normali. Vabbé lo capisco. Ma la fabbrica della Miralanza era una struttura in pietra del 1873, e dentro immagino quasi vuota, a parte la ferraglia e detriti di vario genere.

Speriamo di sapere qualcosa di più nei prossimi giorni.

5 Responses to “Incendio alla Miralanza”

  1. Vale  on January 4th, 2008

    Piuttosto impressionante. Ma poi? I media ne hanno detto qualcosa oppure tutto è rimasto a tacere? Io sono appena tornata da Parigi e non ho ancora letto nulla!
    Comunque bravo per il blog, non sapevo ne avessi uno.
    Baci

    Vale

  2. fabrizio  on January 4th, 2008

    Un po’di rassegna stampa (per ora):
    Roma Notizie
    Roma Città
    http://roma.metropolisinfo.it/article/view/163199/” REL=”nofollow”>Messaggero
    Repubblica

  3. Anonymous  on January 5th, 2008

    Fabrizio, ho letto la notizia iera sera su repubblica.it, qui dalla Galizia, avendo ben in mente quel panorama sul gazometro. Mi ha molto amareggiato. Normalmente non credo mai agli incendi che accidentalmente divampano in tre punti differenti in un campo rom. Bravo per il blog. Giulio.

  4. fabrizio  on January 5th, 2008

    Ciao Giulio,
    stamattina ho fatto un giro tra le macerie e le tracce dell’umanità che viveva li dentro (per fortuna tutti salvi).
    Ho fatto un po’ di foto e spero di poterle postare al più presto. Se hai qualche contributo o testimonianza fammi sapere.
    Ciao
    fabrizio

  5. paolo  on January 5th, 2008

    io pure, da studente di architettura che ha appena fatto un progetto sull’area, sono passato a vedere cosa è successo. e certo che è strano che un focolare si appicchi così in 3 punti differenti.
    la caccia al rumeno fa vittime anche tra l’archeologia industriale romana..


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