Incendio alla Miralanza: doloso o incidente?

La narrazione dei fatti, così com’è facile reperire tra le notizie che circolano sui media e su internet è semplice: la sera del 3 Gennaio due capannoni dell’ex fabbrica della Miralanza dove vivevano molte persone (si va dai 90 del TG4 ai 300 de LA7, non ho trovato le cifre della questura…) tra cui molti bambini, s’incendiano e vengono distrutti, insieme a tutte le cose delle persone che vi abitavano. Per fortuna nessun ferito. Sono riusciti a scappare tutti e l’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato il peggio.

Il Manifesto sembra dire che il tutto è iniziato con uno scoppio. Per quel che io ricordo l’unico scoppio è stato quello ben documentato da Telerompo, che è avvenuto dopo almeno mezz’ora che l’incendio divampasse (ero al computer cercando di scaricare il video dalla macchina fotografica) e comunque mentre erano già presenti i Vigili del Fuoco, come loro stessi commentano sul loro forum e come commenta il capo della squadra intervenuta sul posto nel citato video di Telerompo.

Il consigliere di AN Piergiorgio Benvenuti addirittura dice di essersi trovato sul luogo proprio “…nel momento in cui esplodeva l’ennesima bombola di gas all’interno della struttura“. Io tutta questa santabarbara non l’ho sentita, ma potrei sbagliarmi.

A sostegno della tesi del dolo ci sono, attualmente, due elementi: il fatto che l’incendio sia divampato in due capannoni quasi contemporaneamente e alcune testimonianze degli ex abitanti del luogo che dicono di aver chiaramente visto l’attacco: due ragazzi in motorino avrebbero lanciato delle bottiglie incendiarie. La stessa tesi è rilanciata da molti, ad esempio l’associazione internazionale no profit EveryOne, che parla senza mezzi termini di attacco razzista. L’associazione da tempo segue e denuncia in sede europea il crescente razzismo anti-Rom in Italia e lo scorso Novembre ha presentato una mozione al Parlamento Europeo per combattere il fenomeno.

Mi piacerebbe sapere che ci sono delle indagini in corso e poter sperare che presto sapremo se veramente c’è stato l’attacco. Certo è che solo sette mesi fa, proprio a pochi metri di distanza, c’è stato un altro incendio. Anche in quel caso si sospetta il dolo.

Pochi minuti fa ho sentito al TG3 del Lazio che ad Aprilia è stato sventato un’attacco incendiario ad un campo nomadi, questa volta i responsabili sono stati individuati e fermati.

Mi piacerebbe anche sapere perché il comune ha tardato così tanto a prendere possesso dei locali della Miralanza, acquistati anni fa, e perché non si è mosso in tempo per trovare una sistemazione degna alle persone che l’abitavano. E’ stata giustamente chiamata la città degl’invisibili. Ma invisibili a chi? Alla sede della Croce Rossa Italiana situata a 50 metri? Ai Vigili del Fuoco separati solo dal fiume? Al Comune di Roma che su quell’area sta scommettendo da anni per la realizzazione di importanti opere e servizi? Ricordo che alcuni giorni prima di Natale abbiamo visto qualcosa che ci sembrava fosse un inizio di sgombero. Davanti all’entrata del complesso c’erano numerose macchine dei Carabinieri.

Aggiungo una mia considerazione personale. Faziosa, soggettiva e pregiudiziale. L’11 Gennaio sarebbero comunque iniziati i lavori per la riqualificazione dell’area, con l’assegnazione degli stabili all’Accademia di Arte Drammatica e il conseguente sgombero dell’insediamento. In quella data sarebbe venuta meno una circostanza sulla quale AN aveva basato una pressante campagna politica nel quartiere. Ma per una fatalità del caso, la tragedia annunciata si è verificata giusto in tempo per capitalizzare al massimo la campagna.

2 Responses to “Incendio alla Miralanza: doloso o incidente?”

  1. Anonymous  on January 9th, 2008

    A chi interessa? non è più notizia, nessuno ne può trarre guadagni politici, chi se ne frega de le persone che potevano morire. Caso chiuso (o peggio, caso mai esistito). Che schifo!. Comunque grazie per occupartene.

  2. noblogo  on January 9th, 2008

    Condivido pienamente la tua analisi, ed ho rilanciato questo commento su No(b)Logo.


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