Archive for September, 2007

Il diritto alla privacy in pericolo

È di pochi giorni fa la notizia che molti parlamentari di entrambe gli schieramenti siano d’accordo su un emendamento al decreto Bersani sulle privatizzazioni che consentirebbe di fatto di cancellare tout court la legge sulla privacy.

L’emendamento esonererebbe tutte le aziende dall’obbligo di tutelare la privacy dei dati sensibili in loro possesso.
Oltre ad essere in chiaro contrasto con le direttive europee, questo emendamente esporrebbe tutti i cittadini a rischi enormi poiché le aziende potrebbero consapevolmente o inconsapevolmente divulgare tutti i dati senza alcun tipo di sanzione.

Ancora una volta dobbiamo scontrarci con l’inadegautezza culturale e technologica di una classe dirigente politica autoreferenziale ed al servizio di una classe dirigente manageriale e finanziaria altrettanto arretrata in tema di uso delle tecnologie e dei diritti nella società digitale.

Firmate una petizione per impedire che questo emendamento passi: http://www.adunanzadigitale.org/privacy/

Per saperne di più: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2072285

La retorica dell’insicurezza

Ho trovato in rete un articolo di Ilvo Diamanti su La Repubblica del 9 che esprime un punto per me molto interessante sulla retorica dell’insicurezza. Cito un passaggio:

[...]
Occorre poi chiarire il rapporto fra criminalità comune e insicurezza. Spiegare perché, negli ultimi anni, l´insicurezza sociale sia cresciuta mentre la microcriminalità, da tempo, sta declinando. Come dimostrano le statistiche fornite dallo stesso ministero dell´Interno (giugno 2007). Negli ultimi dieci anni, ad esempio, i furti di auto sono calati (l´8% solo nell´ultimo anno). I furti in abitazione quasi dimezzati, al pari degli scippi. Sono cresciute, invece, le rapine. Quasi del 50%. Ma vanno catalogate, piuttosto, nei reati maggiori. L´Italia, peraltro, presenta tassi di episodi micro-criminali non dissimili dal resto d´Europa.
Per affrontare il tema della sicurezza dei cittadini, dunque, occorre evitare “chimere”. Artifici ambigui, per impressionare l´opinione pubblica. Usare la lotta alla criminalità comune (obiettivo meritorio) come terapia all´inquietudine sociale. Altri fattori, ben noti, concorrono ad alimentare le paure dei cittadini. La società è insicura perché l´ambiente in cui vive è insicuro. Perché i legami sociali si sono indeboliti, perché le città sono diventate spesso invivibili e sempre meno vissute, perché il territorio si è degradato. Non è un caso che il massimo grado di insicurezza oggi investa proprio le grandi città. Che le categorie sociali più esposte siano gli anziani – i più soli. Ma anche i giovanissimi, che crescono in ambienti sempre più anomici; sempre più “violenti” (i quartieri periferici, il mondo della notte, le stesse scuole). La società è insicura perché le persone si sentono vulnerabili e isolate, in un mondo senza confini, che moltiplica tensioni e minacce. La società è insicura perché i media amplificano i fatti di violenza quotidiana. Per ragioni di spettacolo, oltre che di informazione. La società è insicura perché la politica invece di offrire certezze insegue e moltiplica l´insicurezza.

… e rimando al post di b.georg per l’intero articolo.

UN AFFARE DI MAFIA


UN AFFARE DI MAFIA
Originally uploaded by alenrylu

Non so se è come la metereologia soggettiva, ogni anno ci sembra che sia il più freddo della storia o il più caldo.

Quest’anno ho l’impressione che il fenomeno incendi è ogni anno più drammatico. Sarà che vedo più televisioni internazionali e vedo anche gli incendi negli altri paesi con la stessa intensità e gli stessi particolari.
Mi ha colpito questo photopost su Flickr per la foto, la storiella e i commenti.