Ripubblico volentieri il comunicato stampa della messa in onda di un documentario che vale la pena vedere.
Comunicato stampa
Sarà messo in onda il 23 luglio alle ore 21 su RAI TRE il documentario IN UN ALTRO PAESE (92′), diretto da Marco Turco, prodotto da DOCLAB e da RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA – RAITRE, che ha ottenuto grande successo di critica e pubblico in numerosi festival italiani e internazionali (quali Festival di Locarno, FIPA a Biarritz 2006, INPUT a Taipei 2006), vedendosi attribuiti anche premi prestigiosi (46° Festival dei Popoli 2005, Festival del Cinema di Taormina 2006, Globo d’Oro 2006, Efebo d’oro 2006).
Il film è stato anche nominato per il premio ABC News Videosource dell’International Documentary Academy 2005. Scritto da Vania Del Borgo e dal regista Marco Turco in collaborazione con lo scrittore e giornalista statunitense Alexander Stille, autore di Excellent Cadavers: The Mafia and the Death of the First Italian Republic (edito in Italia da Garzanti, Nella terra degli infedeli), il documentario esamina il rapporto fra la mafia siciliana e lo Stato italiano negli anni della prima repubblica.
Il film è incentrato sulla storia del maxi-processo di Palermo e dei due magistrati che lo hanno reso possibile, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E’ la storia di una clamorosa vittoria nella lotta contro la mafia, la storia del più grande processo anti-mafia mai celebrato. Ma è anche la storia di una lenta, inesorabile morte. IN UN ALTRO PAESE, racconta Alexander Stille, ‘gli artefici di una tale vittoria sarebbero stati considerati un patrimonio nazionale. Dopo aver vinto la prima battaglia a Palermo, ci si sarebbe aspettato che Falcone e i suoi colleghi fossero messi nelle condizioni di vincere la guerra. Invece in Italia avvenne proprio il contrario’.
La novità dell’approccio del documentario è nei punti di vista coinvolti nell’analisi di quegli anni. Narrata da Alexander Stille, che ripercorre i luoghi degli avvenimenti di quegli anni, la storia è rivissuta in prima persona dai magistrati direttamente coinvolti a fianco di Borsellino e Falcone: i giudici istruttori del primo pool anti-mafia Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello; il pm al maxiprocesso, Giuseppe Ayala; i loro colleghi più giovani, Ignazio De Francisci e Antonio Ingroia; e da amici come il magistrato Francesco Lo Voi, il giornalista Francesco La Licata. Ad accompagnare Stille nel suo percorso è la fotografa palermitana Letizia Battaglia, le cui impressionanti immagini dei principali delitti di mafia giocano un ruolo chiave nel film. A quindici anni dall’uccisione dei due grandi magistrati, il racconto di Stille traccia un quadro inquietante della connivenza tra mafia e politica le cui ombre si estendono fino all’oggi.. “La mafia è una componente organica del sistema di potere italiano” dice Ayala; mentre Di Lello sostiene che “I rapporti tra mafia e politica sono tornati ad essere sempre più palesi… senza che succeda niente”; De Francisci si interroga amaramente alla luce della situazione attuale, sul senso del sacrificio di Falcone e Borsellino.
Il documentario è stato prodotto da Vania Del Borgo e da Marco Visalberghi, fondatore e managing director della Doclab, una società di produzione indipendente specializzata nella realizzazione di documentari per il mercato televisivo nazionale ed internazionale. Firma il documentario il regista Marco Turco, aiuto regista in diversi film di Gianni Amelio, e autore di ‘Vite in sospeso’, lungometraggio presentato al Festival di Venezia nel 1998, oltre che di numerosi documentari. Il documentario è stato sviluppato con il sostegno di BBC Storyville e del Programma MEDIA dell’Unione Europea e prodotto in associazione con Artline Films, France 2, BBC, YLE Thema, SVT e SBS Australia.